L’Italia verso Hollywood L’uomo del futuro diviso tra Gable e Newman

Paola Bulbarelli

da Firenze

Se deve essere chic, allora meglio esagerare. Se deve essere elegante, allora che sia superlativo. Ci insegna questo il Pitti targato 69 dove il lusso è di più e il prezioso idem. La moda da uomo per l’inverno 2007 conferma la tendenza che si annusava da diverse stagioni: vestirsi bene. Ma bene bene, come s’è visto da Salvatore Ferragamo, marchio storico che proprio dalla storia, e dal suo museo, trae la linfa vitale per il futuro. Sono quasi uomini hollywoodiani, un misto tra Clark Gable e Paul Newman. Super curati (da una ricerca del sociologo Enrico Finzi decine di migliaia di uomini italiani usano la crema contorno occhi «e non sono né attori né gay»), super ricercati (sono attentissimi al dettaglio), super lussuosi (amano i materiali pregiati), da Ferragamo trovano tutto ciò che vogliono. Abiti di lane finissime, smoking blu in velluto di angora, giacche da sera legate da cordoni come le giacche da camera. E poi gli accessori come gli stivali da polo in squalo e alligatore o come la cartella in coccodrillo porta pc o la tote-bag la shopping a due manici («sì pratica ma è un vero vezzo estetico», dice lo stilista Massimiliano Giornetti).
Già, vezzo estetico. Questi uomini sono sensibili alle apparenze. A esempio il cashmere è ormai diventato uno status symbol. Senza cashmere non si esce. Senza quello di Cucinelli poi, non si può stare. Non gli è bastato fare maglie superlative, a volte così sottili da sembrare garze, no ha rivestito pure un pallone da calcio nell’esclusivo filato e foderato le borse in pelle. La Carrel con il cashmere c’ha fatto le camicie, Avon Celli le polo con il collo rigido da tenere sollevato, Gallo addirittura le calze. E’ tutta una ricercatezza, insomma. Anche nel piumino. Luna Rossa di Prada il bomber te lo propone fatto con le tele dei vecchi spinnaker, Paul & Shark lo studia per le temperature polari, Michelin in nylon, cintz e taffettà mentre Riva, nome famosissimo tra i cultori dei motoscafi d’alto livello, ha realizzato il Barracuda Riva, un giubbotto in lana spinata con all’interno una spalmatura tecnica e un’imbottitura che garantiscono una temperatura corporea costante. Tante le curiosità che fanno la differenza. Dall’abito formato da 150 chilometri di filo di lana firmato Fabio Inghirami alla giacca di Zanella, stirata che sembra doppia in lana vellutata come un castorino. Non mancano i jeans: quelli di Rifle hanno un risvolto di 12 centimetri e sembrano quelli di Fonzie, quelli di Roy Rogers sono serigrafati, quelli della Levi’s nuova generazione (Engeenered jeans) sono stati fotografati da Spike Lee. Tutti perfetti con le scarpe da ginnastica da sera della Lotto che metti anche con lo smoking. E Firenze, invasa dalla moda maschile e dagli eventi ha avuto anche il tempo di essere la cornice perfetta dei nuovi negozi di Ferrè e di Blumarine.