L’Italia vista con gli occhi di un poeta

Pier Francesco Borgia

Il nome di Andersen evoca subito ricordi infantili. Le favole dello scrittore danese, di cui è stato celebrato nel 2005 il bicentenario della nascita, fanno parte dell’immaginario collettivo. Ognuno di noi ha un suo personaggio nella memoria. I suoi apologhi moderni hanno istruito generazioni di fanciulli. Eppure Andersen è stato anche, se non principalmente, un grande viaggiatore e, per naturale conseguenza, uno scrittore di viaggi. Un viaggiatore davvero particolare è quello che racconterà lo spettacolo «Bazar di un poeta. Viaggio in Italia» che va in scena questa sera sul palcoscenico del Piccolo Eliseo. Si tratta di uno spettacolo scritto e interpretato da Pino Strabioli e dedicato alla scrittura di Andersen. Strabioli propone una piccola e gustosa antologia anderseniana. Una sorta di viaggio attraverso le fiabe più belle, più o meno note al grande pubblico, qui proposte in un connubio di immagini, parole e musica.
Un omaggio al grande favolista che si sviluppa come una sorta di itinerario attraverso i luoghi da lui più battuti: le storie avventurose, la fantasia e l’osservazione attenta del costume della sua epoca. Dopo aver affrontato Jonathan Swift (insieme con Paolo Poli) e Sergio Tofano, Strabioli si cimenta in un lavoro di scavo della produzione del celebre scrittore danese andando a far luce su alcuni aspetti di Andersen poco conosciuti dal grande pubblico ma altrettanto interessanti e stimolanti. «Innanzitutto - spiega l’attore, che è anche conduttore della fortunata trasmissione di Raitre Cominciamo bene prima - Andersen era un viaggiatore davvero speciale. Nella prima metà del XIX secolo per spostarsi da Roma a Firenze ci volevano sei giorni. Eppure, nella sua vita, Andersen ha compiuto ben 33 viaggi all’estero. Un vero primato!»
Un’esperienza di vita che, unita a una formidabile cultura, fa di Andersen il personaggio ideale per far sfoggio di ironia e sensibilità raccontando usi e costumi di paesi stranieri e mescolando il suo estro favolistico con una più puntuale vocazione diaristica.
«Andersen - aggiunge Strabioli - ci guida negli stupori, nelle notti, nelle albe, nei soli e nelle lune di quell’Italia pittoresca e lontana. Fa parlare tutto: dalle teiere ai muri delle città, dalla natura, ancora selvaggia e suggestiva, ai cantanti girovaghi e alle piccole fiammiferaie».
È soprattutto attraverso gli strumenti propri del mondo dell’infanzia che Strabioli tenta di fare breccia sul pubblico degli adulti. In fondo la favola è come un cavallo di Troia: fa leva sui nostri sentimenti più semplici per radicare pensieri elevati. Ed ecco che gli strumenti che verranno portati in palcoscenico si riducono a una voce, tre strumenti musicali (suonati dal vivo), e una lunga teoria di ombre, marionette e burattini. Molti dei quali provenienti dalla prestigiosa collezione di Maria Signorelli.
Lo spettacolo rimarrà in cartellone fino al 12 marzo. Info: 06-4882114