L’«italiana» Smart si rinnova e il posto salta sempre fuori

Delle 770mila unità immatricolate, 220mila riguardano il nostro mercato e 50mila solo Roma Cosa cambia nella Fortwo 2007, anche se il punto di forza resta sempre la facilità di parcheggiare

da Madrid

Dal 23 marzo, la seconda generazione di Smart Fortwo raccoglie l’eredità di 770mila unità vendute sinora, di cui 220mila in Italia e 50mila solo a Roma. Per mettere a punto il nuovo modello, progettisti e designer hanno dovuto far quadrare il cerchio, cioè ridurre i costi e migliorare la dinamica di marcia rimanendo fedeli al concetto di city-car premium, capace di destreggiarsi nel caos delle metropoli come nessun’altra auto. Il risultato lo abbiamo verificato a Madrid e a Chinchon, cittadina spagnola di montagna famosa per le corride in piazza, dove è capitato pure di dover chiedere all’autista di una berlina ferma davanti a noi di farsi da parte: tra due auto parcheggiate maldestramente su entrambi i lati della strada, solo la Smart riusciva a passare. A bordo ci si accomoda facilmente su sedili che sono stati ottimizzati nel profilo per offrire un adeguato sostegno laterale.
Ben visibile il tachimetro centrale e tutti a portata di mano i principali comandi. A dispetto della crescita degli ingombri (19,5 cm in lunghezza e qualcosina anche in larghezza) la vettura è ora più agile grazie alle modifiche al telaio e alla nuova geometria delle sospensioni. Più diretto lo sterzo (con servoassistenza elettrica optional), sebbene un po’ impreciso a tutte le andature. La Smart Fortwo continua a farsi preferire in manovra (il diametro di sterzata è di soli 8,75 metri), piuttosto che a tutto gas in autostrada. Ma il passo allungato di 5,5 cm, le carreggiate ampliate e le gomme più larghe su cerchi da 15 pollici la ancorano meglio a terra. La nuova Fortwo evidenzia, quindi, una minor propensione al beccheggio e al rollio. E nelle situazioni critiche beneficia della protezione di Esp e Abs con Brake Assist di serie. Nella gamma dei motori, al fianco del turbodiesel CDI con potenza aumentata del 10% a 45 cavalli spicca il nuovo tre cilindri a benzina 1.0 di origine Mitsubishi, proposto nelle varianti aspirate da 61 e 71 cavalli e sovralimentata da 84. Nel nostro test, il propulsore da 71 cavalli si è rivelato docile ed elastico, sebbene privo di grandi spunti, e parsimonioso nei consumi (poco più di 5 litri ogni 100 km). Riuscito l’abbinamento con il nuovo cambio automatizzato a 5 marce Getrag, più rapido negli innesti e con rapporti ben spaziati che non fanno rimpiangere la mancanza della sesta. Al tirar delle somme, il comfort di marcia risulta migliorato, come l'abitabilità e lo spazio per i bagagli (220 litri, 70 in più di prima). Si parte dai 9.350 euro richiesti per la Fortwo 1.0 da 61 cavalli nell'allestimento di base Pure e si arriva ai 12.620 euro per le versioni Pulse e Passion da 84 cavalli. Già fissati anche i prezzi della Cabrio (a partire da 12.250 euro) e delle versioni Diesel attese per inizio estate (da 11.450 euro).