L’italiana Vm «spinge» il diesel in Usa

da Cento (Ferrara)

C’è ancora Chrysler al centro dei piani della ferrarese Vm (51% Penske Group, 49% DaimlerChrysler). Tra due settimane, l’azienda produttrice di motori proporrà all’Auto Show di Detroit un nuovo propulsore che potrebbe fare la differenza su un mercato che sta aprendo le sue porte (16 milioni di veicoli l’anno) all’alimentazione a gasolio.
Intanto per la Vm, che ha sede a Cento, l’anno che sta per chiudersi è stato caratterizzato da una commessa che il presidente Vilmo Ferioli ritiene un vero fiore all’occhiello. La London Taxi International (Lti), che dal 1948 produce a Coventry i mitici taxi di Londra, dopo aver sostituito da tempo l’austera livrea nera, ha deciso di abbandonare anche il generoso ma ormai superato motore Duratorq della Ford, per passare a una moderna unità italiana. E si è rivolta, per questo, proprio alla Vm. Trenta mesi di sviluppo ha richiesto il motore turbodiesel di 4 cilindri e 100 cavalli per soddisfare i requisiti richiesti dalla Lti. Importante l’investimento per la casa ferrarese: quasi 5 milioni di euro. Tremila sono le unità che dall’Italia partiranno annualmente per Coventry (900 sono già a destinazione), che potranno crescere in funzione dell’espansione della Lti su nuovi mercati. Ma la Vm non aspetta certo la company inglese per continuare la sua espansione, soprattutto verso Est, che dovrebbe portare, già nel 2007, a una crescita rispetto al consuntivo di fine 2006: circa 70mila motori prodotti da 1.300 addetti e un fatturato vicino a 300 milioni. «Guardiamo con attenzione a Cina e India, dove non escludiamo di arrivare ad agire direttamente», spiega Ferioli.