L’oasi felice del deserto agostano

Un programma vasto e articolato che va dal piano romantico alla chitarra brasiliana

È una sorta di «missione sollievo» quella che «Mille e una nota» ripropone ogni anno. Una rassegna che rappresenta una compagnia fedele, un punto fermo per coloro che in agosto scelgono di restare nella Capitale e scontano la solitudine e l’imbarazzo serale dei tanti festival che chiudono i battenti o abbassano la qualità della loro proposta.
«Mille e una nota», organizzata come sempre dall’associazione L’Ippocampo e inondata dall’energia del direttore artistico Fabrizio Salvatori, taglia un traguardo importante: compie, infatti, quindici anni di vita e di musica nel cuore dell’estate. Un rito che si ripete nello splendido Chiostro del Bramante, a pochi passi da piazza Navona, in via della Pace, dove iniziò nell’estate del ’93.
Il cartellone musicale previsto dal 5 al 22 agosto offre un programma interessante e vario - dal pianoforte romantico alla chitarra brasiliana, dal tango argentino alla musica da camera - affidato ad artisti di valore (inizio concerti ore 21; ingresso intero: 15 euro). Il concerto inaugurale di domenica 5 è affidato al pianista Antonio Sardi de Letto che si dedica alla musica di Fryderyk Chopin. Mercoledì 8 è la volta di un omaggio alla musica per il cinema: fra gli autori eseguiti Nino Rota, Ennio Morricone, Nicola Piovani, oltre a Ortolani, Mancini, Webber, nell’interpretazione del violinista Antonio Cordici e del chitarrista Fabio de Portu. Domenica 12 «Alegria de um violão» (Allegria di una Chitarra), recital di Stefano Mingo dedicato alla musica brasiliana, dal Maxixe alla Bossa Nova, passando per Samba, Frevo e Maracatù. Mercoledì 15, per il tradizionale «Concerto di Ferragosto», il duo composto dal violinista Paolo Chiavacci e dal pianista Adriano Tumiatti. Domenica 19 sarà di scena il Quintetto Bottesini con Schubert e Astor Piazzolla. Martedì 21 si prosegue sempre con Piazzolla e il gruppo italoargentino «Cuartetango». Mercoledì 22 l’Open Trios presenta «Beethoven e noi», concerto di chiusura affidato al piano di Giovanni Bietti e alla voce recitante di Roberto Braida. Uno spettacolo che rievoca, attraverso la lettura di brani scelti dall’Epistolario di Beethoven accompagnati dall’esecuzione al pianoforte, gli aspetti più sconosciuti, inusuali e divertenti della vita quotidiana del colosso di Bonn.