«L’obbiettivo è l’internazionalità»

Sandro Bicocchi, amministratore delegato di Fiera Milano International, non ha dubbi: come avvenuto per l’Expo, anche intorno a MiArt si è riusciti a creare un sistema: «Con il supporto degli enti pubblici e privati, sono fiorite innumerevoli iniziative di grande prestigio: come il progetto “Miraggi” che, grazie alla partnership con l'Assessorato all'Arredo e Decoro urbano, ha permesso di installare nel centro cittadino 11 sculture monumentali e un'intera notte dedicata all'arte».
Qual è il bilancio di queste ultime edizioni di MiArt?
«Il pubblico della fiera d’arte è in costante crescita: solo per parlare delle ultime tre edizioni, i visitatori sono aumentati da 30.748 del 2005 a 32.368 del 2006 fino ai 37.853 del 2007. Quanto al volume d'affari, un'indagine dello Iulm ha stimato gli scambi in fiera intorno ai 25 milioni di euro, esclusi i grandi capolavori».
In Italia assistiamo a una proliferazione delle fiere d'arte. Un segno di vitalità o di provincialismo?
«La realtà è che per gli operatori è diventato indispensabile essere presenti a queste kermesse. Le fiere sono funzionali al sistema ed è il sistema che ne induce l'esistenza. La nascita di due diverse fiere d'arte a Roma è sicuramente da mettere in relazione con il nuovo fermento che il Maxxi e il Macro hanno innestato nella città capitolina».
La città, dopo la vittoria dell'Expo, ha una grande occasione. MiArt come intende sfruttarla?
«MiArt vuole essere una grande fiera internazionale, in grado di colloquiare con le grandi kermesse europee. Abbiamo lavorato quest’anno moltissimo su questo, ed il numero di presenze internazionali è aumentato da 32 a 65, rappresentando il 33% degli espositori. Non è un caso che la fiera milanese continui da tre edizioni a proporre il progetto del Paese ospite. D’altronde, Milano esercita da sempre una grande attrattiva sulle gallerie internazionali, forte del suo mercato e dei suoi importanti collezionisti. Per questi Milano è una piazza estremamente strategica».
Quest’anno quali visitatori d’eccezione vi aspettate tra i padiglioni?
«Ci saranno tantissimi collezionisti, esponenti della moda e della finanza, imprenditori: da Patrizia Sandretto Re Baudengo a Carlo Puri Negri, da Alberta Ferretti a Ginevra Elkann, da Gerardo Braggiotti a Gilda Moratti, da Carlo Buora a Cesare Romiti e Bruno Ermolli».