L’obiezione di coscienza dei farmacisti

Vorrei rispondere all'intervento del consigliere regionale Nesci e all'assessore Montaldo in merito all'obiezione di coscienza dei farmacisti alla vendita della «pillola del giorno dopo». Lo vorrei fare da farmacista obiettore effettivo ma, ancor prima, da cittadino italiano. È proprio perché siamo in uno stato laico che la vita umana va difesa, e a partire da quale momento se non dal suo inizio, scientificamente individuato nel concepimento. Del resto solo meno di un quarto della popolazione voleva cambiare la legge 40 sulla fecondazione artificiale, che aveva tra i punti fondamentali il riconoscimento del concepito. Non mi si dirà che i tre quarti restanti erano tutti «bigotti» e «clericali»; e poi siamo sicuri che i laici veri erano tutti in quel quarto?
*Farmacista