L’occasione dei conti ad alto rendimento: ora battono Bot, Cct e inflazione

La discesa dei tassi d’interesse fa scendere le rate dei mutui. E questa è una soddisfazione per chi ha un mutuo a tasso variabile (e per chi accende un nuovo finanziamento). Il crollo del prezzo del petrolio fa scendere anche quello della benzina; ma in questo caso gli automobilisti sono ben poco soddisfatti, perché la rapidità del calo al distributore non rispecchia neanche minimamente quella delle quotazioni al barile, che si sono dimezzate nel giro di tre mesi. A non essere interessati dai cali, in questo caso con grande soddisfazione di chi li ha sottoscritti, e di chi li sottoscriverà nei prossimi mesi, sono la gran parte dei depositi on line ad alto rendimento. Il taglio dei tassi ufficiali da parte della Banca centrale europea giovedì scorso ha reso infatti questi impieghi a reddito fisso tra i più redditizi del mercato. Anzi, con le ultime stime che danno l’inflazione in Italia attorno al 3,5% e gli ulteriori cali previsti nella zona euro dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, i depositi on line sono diventati praticamente gli unici investimenti a breve termine e basso rischio che battono l’inflazione. Una rivincita nei confronti di Bot e Cct. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i rendimenti offerti.
Il Conto Arancio del colosso finanziario olandese Ing offre ai nuovi sottoscrittori il 4,75% lordo annuo. Togliendo l’imposta sui conti correnti bancari del 27%, si arriva al 3,46% netto: è circa un punto percentuale in più di quel che offrono attualmente i Bot con scadenza annuale. L’offerta della Ing è valida fino al 31 dicembre prossimo. Garantisce un rendimento simile, il 3,43% netto, il conto di Che Banca!, l’azienda di credito controllata dal gruppo Mediobanca. Più basso invece il guadagno che si può ottenere con Fineco, anche perché il tasso del prodotto offerto dalla banca del gruppo Unicredit-Capitalia viene allineato automaticamente a quello della Bce. Più alto è il rendimento del prodotto denominato Super Save della stessa banca: il 4,30% lordo, che si traduce in un 3,76% netto. In questo caso però si tratta di un contratto basato su obbligazioni, un cosiddetto «pronti contro termine» che ha un’imposizione fiscale inferiore (il 12,5%) ma, in teoria, un livello di sicurezza minore di quello offerto dai conti bancari, che sono tutelati dal fondo di garanzia interbancario sui depositi. Più convenienti, in questa categoria di prodotti, risultano i tassi offerti dalle banche Barclays e Mediolanum. La prima offre il 5% netto, ma solo ai nuovi clienti e solo fino al 31 dicembre, la seconda il 4,5% netto. Va segnalato inoltre che Banca Mediolanum paga questo tasso per la durata massima di quattro mesi, ma anche che offre una garanzia in più: si impegna infatti a garantire il rimborso delle somme anche nel caso, estremo, di insolvenza delle obbligazioni sulle quali si basa il prodotto.