«È l’occasione per svecchiare le imprese Largo ai giovani»

Denaro e comunità è il titolo di un libro di Carlo Lottieri - direttore del dipartimento Teoria politica dell’Istituto Bruno Leoni, think thank schierato a difesa del libero mercato -, ma potrebbe anche essere doppia metafora per «mondo del lavoro e internet», dal momento che si lavora per denaro, anche, e si naviga percependo il web nientemeno che come una possibile comunità tout court, forse un po’ astratta, ma certo tutta da perlustrare, per tessere amicizie o mantenersi in contatto.
O magari per trovare un nuovo lavoro. Anche se per alcuni è più difficile.
«Sì - risponde Lottieri -. L’avvento di Internet, come ogni trasformazione radicale, ha messo in crisi alcune figure professionali, e con esse la classe sociale cui appartenevano: quella del ceto medio si è dovuta ridefinire. Alcuni l’hanno fatto in fretta, altri non ci sono ancora riusciti».
In che cosa consiste questa ridefinizione?
«Nell’acquisire nuove capacità: per esempio, banalmente ma quasi fatalmente, internet richiede la conoscenza della lingua inglese. Ed esige una velocità di apprendimento maggiore rispetto a quella cui si era abituati. Non è sorprendente in definitiva che in queste mutate condizioni culturali chi non è in grado di essere efficace scenda di qualche gradino sociale».
E un aspetto positivo?
«Questa situazione sta comportando un ringiovanimento generale del mercato del lavoro, soprattutto a livello di quadri. Uno dei grandi problemi dell’Italia è una gerontocrazia quasi inamovibile. Lo sviluppo di internet comporta il dover dare un assetto molto diverso nel reparto dirigenziale delle imprese».
Però Internet tende a isolare. Anche sul lavoro.
«Ma anche a collegare. Il virtuale implica sempre un contatto con il mondo reale. Si mettono volentieri dei soldi in una banca on line se si è vista l’insegna materiale di questa banca per strada, no? Il web non può mai essere assolutizzato, esige sempre un pendant tangibile. Pure nel commercio e nel lavoro. Nel mio, mi permette di arrivare senza perdite di tempo a testi o libri prima inaccessibili».
Ma chi non ha pratica di web e stenta ad averla?
«È un problema, perché fino a poco tempo fa le istituzioni pubbliche non rispondevano alle domande - anche quelle di formazione informatica - emergenti dal basso, ma solo a quelle che nascevano dall’istituzione stessa. L’apparato pubblico tende a vivere per dare un posto, non per assolvere alla propria funzione, anche se con questo governo le cose stanno cambiando».
In quale direzione?
«Si comincia a capire - riconsiderando le pensioni - che non è vero, come voleva Keynes, che nel lungo periodo siamo tutti morti. Noi viviamo costantemente in un lungo periodo, dove non è il caso di sacrificare il futuro per il presente, per soddisfare domande qui e ora».