L’Occidente non finirà nella polvere

Ruggero Guarini

Il mondo è spacciato perché si sniffa tanta cocaina. Questa diffusa voglia di sballo dimostra che il mondo stesso è sballato. Da queste crisi di tossici da overdose si deduce che il mondo è in un momento di crisi. Dietro queste crisi ci sono le tensioni irrisolte della storia dell’Occidente. Tutta questa polverina dice che tutto ormai sta per finire nella polvere. E questa è la fine che ci meritiamo, visto che a tante importanti domande non sappiamo più dare risposte adeguate...
Queste sono soltanto alcune delle innumerevoli scemenze apocalittiche che La Repubblica, la gazzetta della nota lobby, quel sublime bollettino quotidiano di trombonate etico-politiche, nonché psico-sociologiche, e se occorre anche teologiche, è riuscita a sparare ieri dalle pagine del suo «Diario». Come se nel nostro recente passato, e anche in quello remoto, ci fosse mai stata un’èra, una stagione, un tempo in cui non capitasse di porsi qualche quesito al quale non si sapesse rispondere. E domandine tipo chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e che cosa vogliamo fossero state scoperte soltanto oggi. O avessimo mai dimostrato di essere capaci di rispondervi. O in qualche felice periodo della storia universale non si fossero presentate tensioni storiche irrisolte. O i diversi modi in cui furono risolte, o si immaginò di averle risolte, fossero stati sempre deliziosi. E gli effetti che ne scaturirono fossero stati sempre entusiasmanti.
Non fu forse per dare una risposta conclusiva a tutte le domande, comprese quelle per definizione senza risposta, anzi soprattutto a quelle, che nel secolo appena defunto si tentò di risolvere allegramente tutte le tensioni storiche del tempo offrendo agli umani la possibilità di spassarsela finalmente in luoghi sicuri come i vari gulag e lager che ingentilirono per decenni il paesaggio europeo? Non fu per farci sapere finalmente chi siamo, da dove veniamo dove andiamo e che cosa vogliamo che sempre nel più recente passato quei grandiosi movimenti di redenzione che furono i fascismi rossi e neri si votarono al compito in larga misura riuscito di trasformare l’intera Europa, dall’Atlantico agli Urali, in un solo incantevole campo di concentramento? Non fu soprattutto per dimostrare che l’età moderna è il tempo della realizzazione di tutti i grandi sogni dell’umanità che quei regimi tentarono di salvarla, l’umanità, eliminandone vasti campioni con diverse pratiche salvifiche, dalle carneficine alle gassificazioni?
Ma quale sarà poi il vero motivo per cui questi profetuzzi di sventura non possono lasciarsi sfuggire nessun pretesto, nemmeno la banale (ancorché per lui drammatica) notte brava di un giovanotto straricco e strafatto come tanti vecchi e nuovi draghi del suo ceto, per tornare ad annunciare ogni volta con rinnovato entusiasmo il sempre imminente collasso di quell’Occidente che detestano con una passione perfettamente adeguata ai vantaggi che si procurano sparandogli contro le loro balle? Non sarà che tutti loro sotto sotto invidiano quegli angioletti che sono capaci di dare a quelle famose domande che noi crediamo senza risposta delle rispostine abbastanza esaltanti da incoraggiarli a farsi saltare in aria insieme a tutto il mondo occidentale?
guarini@virgilio.it