L’odio estremista da anni di piombo va condannato, non spalleggiato

Si vota oggi e domani. La partita di Milano si conferma ancora una volta fondamentale: ecco dieci motivi per votare la Moratti

Milano negli anni Settanta fu con Torino capitale del terrorismo. Ma senza «monarchia» agnelliana che evitò tanti legami tra esponenti di ceti alti ed estremismo folle. Fu un ribellismo nichilistico di parti delle nuove generazioni che si intrecciava a deviazioni sindacali e a un certo spirito di dure rivolte ricorrenti sotto la Madonnina. Carlo Tognoli domò l’ultraradicalismo che però si ripropose nell’anticraxismo e poi nell’antiberlusconismo. Una cultura di odio sregolato che si collega alla violenza estremista. Pisapia sindaco, con i suoi rapporti imbarazzanti negli anni ’70, la continuità ideologica negli anni ’80, il perdurante legame con i centri sociali, ridarebbe spazio a un passato da seppellire. Lo dicono persino i magistrati milanesi ricordando il sacrificio delle toghe uccise da Prima Linea.