L’odissea dei viaggiatori alla stazione Ostiense

Enza Colagrosso

Poveretti i turisti che arrivano a Roma utilizzando il trenino che, dall’aeroporto di Fiumicino, fa tappa anche alla stazione Ostiense. E poveri anche i romani che utilizzando lo stesso mezzo decidono di raggiungere l’aeroporto internazionale della capitale partendo dalla stessa stazione. Ha di nuovo sollevato il problema Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di Alleanza Nazionale alla Provincia: «chi viaggia di solito ha con sé dei bagagli e se deve scendere alla stazione Ostiense, ma anche nelle altre stazioni in cui si ferma questo treno, per lui inizia un vero e proprio calvario». Il treno da e per Fiumicino era stato predisposto sui binari 14 e 15, serviti da scale mobili ed ascensori, ma in realtà il treno è stato poi spostato sui treni 12 e 13, ovviamente privi di scale mobili e ascensori. I servizi dei binari 14 e 15 restano in funzione giorno e notte anche se inutilizzati, per cui, la beffa per i viaggiatori che sono costretti ad incollarsi il peso dei bagagli salendo un'angusta e stretta scala che porta al binario, è di vedere quello che dovrebbe essere «il servizio», ma di non poterlo utilizzare. Infatti anche se il più furbo dei passeggeri volesse utilizzare quelle scale mobili o quell'ascensore si ritroverebbe nel bel mezzo dei due binari che non sono però collegati con una banchina agli altri. Quindi per prendere il treno dovrebbe attraversare i binari. Se poi si arriva tardi al treno e, pieni di tutte la più buona volontà, si decide di inerpicarsi su per la scala con tutti bagagli, bisogna invocare la fortuna che i viaggiatori in arrivo siano pochi, altrimenti si viene travolti o bloccati mentre disperatamente si cerca di portar su i bagagli. Questo perché la scala è strettissima, forse progettata inizialmente per un flusso di gente in un'unica direzione. Peccato però che ora serve ben due binari dove la gente arriva e parte. Sopra i binari, a monito di un «tentato senso di civilizzazione» troneggia il terminal. Un serpentone costruito e mai utilizzato, sogno chimerico di chissà quale architetto che immaginava i romani, in partenza dalla città, fare gli ultimi acquisti, con valige e bagagli in mano, prima di raggiungere l'aeroporto. Però per chi alla stazione Ostiense ci arriva, il disagio non finisce qui. Infatti dopo le scale, per raggiungere l'uscita ci sono da percorrere almeno settecento metri a piedi. «Serviti di tapis roulant», diranno alcuni, «sì ma quasi sempre spenti» risponderebbero i viaggiatori o meglio accesi secondo gli umori del giorno: puoi trovare acceso quello sul lato sinistro la mattina e poi quello sul lato desto il pomeriggio, o vice versa e comunque non ci sono carrelli che ti aiutano a portare le valige. Alla fine ecco finalmente l’uscita ed ecco di nuovo le scale: tante e ripide, servite da ben due scale mobili, una nel verso della salita ed una nel verso della discesa. «Servite» però non è la parola giusta, perché le scale mobili non funzionano quasi mai o meglio seguendo gli stessi umori che azionano i tapis roulant a volte ne parte una e a volte l’altra. Quindi se non è il tuo giorno fortunato le valigie te le incolli senza nessuna pietà.