L’odissea per diventare massaggiatore sportivo

Riccardo Re

Un percorso lungo e a dir poco intricato attende chi volesse diventare massaggiatore sportivo. Ma tutto, o quasi, è possibile… se si hanno a disposizione tanta pazienza e un bel po’ di soldi in tasca. Seguendo il buon senso, la prima cosa da fare sarebbe recarsi in Provincia, nella sede del centro per l'impiego. Ma niente è scontato, neppure se la legge regionale numero 6 del 2002 all'articolo 34 dice che «tali corsi sono organizzati dalle Province». E così, agli sportelli di accoglienza e informazione di via Cesarea 14, non mi dicono nulla e anzi pretendono che per avere un'informazione mi iscriva al centro Provinciale per l'impiego, dichiari di essere disoccupato e aspetti almeno quattro mesi per fissare un appuntamento. Questa è la burocrazia, ma, dopo aver più volte rivendicato il mio diritto di ricevere soltanto un'informazione, e a seguito di un consulto generale degli uomini della pubblica amministrazione (un altro quarto d'ora di attesa) sono riuscito a farmi snocciolare qualche informazione: il corso è gestito dall'Ecipa ed è a pagamento.
Mi consigliano di chiamare il numero verde o consultare il sito della Provincia ma nonostante questo oso l'impossibile chiedendo se siano previsti eventuali finanziamenti. Altro consulto e inevitabile attesa, infine la solita frase: «Deve essere disoccupato, iscriversi al centro per l'impiego e aspettare almeno 4 mesi, anche perché ora non ci sono soldi, torni dopo l'estate». In realtà non è così, tra i vari siti si può scoprire che grazie a un progetto cofinanziato dall'Unione Europea si può ricevere un finanziamento fino a 1290 euro sotto forma di buono di partecipazione, anche se si è lavoratori subordinati o atipici che abbiano dichiarato nel 2005 un guadagno annuo inferiore a 15 mila e 500 euro. A confermarlo è un'impiegata che risponde al numero verde della Provincia e garantisce come il corso da massaggiatore sportivo Ecipa può essere in parte finanziato grazie a questo Fondo europeo. Mi consigliano di affrettarmi perché sono le ultime settimane a disposizione per beneficiare dell'agevolazione. Così dico di fare, ma intanto mi chiedo come sia possibile che per ottenere una qualifica certificata dalla Provincia, la stessa Provincia mi inviti a rivolgermi a un privato, per un corso che può essere in parte finanziato proprio dalla Provincia. Si è detto in parte, perché il costo del corso che monopolizza i brevetti da massaggiatori sportivi è assai più elevato di 1290 euro. Per l'esattezza 8mila e 500 euro per chi frequenta il corso a regime, mentre chi beneficia della sanatoria prevista dalla citata legge 6 del 2002 dovrà sborsare «solo» 4mila euro. La Provincia, per voce di Roberto Dasso, direttore Area formazione e istruzione, ha precisato al Giornale che «gli importi dei corsi, in relazione al rapporto costo ora/allievo, sono ai livelli più bassi tra i parametri previsti per i corsi di formazione e che a fronte dell'istanza presentata da Ecipa, il riconoscimento da parte della Provincia era un atto dovuto, in quanto il corso è stato progettato in conformità alla delibera della giunta regionale numero 1413 del 2003». Ma dopo aver pagato, seguito l’iter burocratico, aver passato l'esame, sarà possibile diventare massaggiatori sportivi? Non proprio. Verrà infatti rilasciato il certificato di semplice massaggiatore, perché come precisa Dasso, la giunta regionale nel 2003, aveva definito la figura di massaggiatore sportivo stabilendo che non deve effettuare prestazioni aventi finalità di carattere terapeutico. Ma premesso questo, perché i corsi vengono presentati, a voce e sullo stesso sito internet della Provincia, come corsi da massaggiatori sportivi se poi si rilasciano attestati da semplici massaggiatori? Ho provato a chiederlo negli uffici di via Cesarea ma mi hanno detto che per avere una risposta «dovrei essere disoccupato, iscritto al centro per l'impiego da almeno quattro mesi e chiedere un appuntamento». Chiaro?