L’odissea del passeggero abituato a viaggiare all’estero

È un manager di 56 anni, vicepresidente di un gruppo turistico internazionale, abituato a viaggiare per il mondo, «spesso e volentieri - conferma - in treno». Finora, quando rientrava in Italia, per i trasferimenti non troppo lunghi sceglieva la ferrovia invece dell’auto. «Ma con quello che mi è capitato l’ultima volta - sbotta, e si vede che mastica ancora amaro - di treni in Liguria non voglio nemmeno sentir parlare». Spiega: «Mi sono messo in viaggio col regionale delle 14 e 17 da Genova per Alassio. Un viaggio a dir poco indecente, i vagoni erano scandalosamente sporchi, dei servizi igienici meglio non parlare». Basta treni, dunque. «Ma non è questa la soluzione - ammette -. Io posso anche fare a meno del treno, ma penso a chi, lavoratore a basso reddito, pensionato o studente, non ha alternative. È uno scandalo. Gli amministratori devono provvedere. E subito».