L’offensiva del centrodestra: «Così si apre alle coppie gay»

La Loggia: «La mozione sull’anagrafe mette sotto attacco il valore del matrimonio». Gasparri: «I cattolici a sinistra si sveglino»

da Roma

La Chiesa scomunica il comune di Padova per l’apertura dell’anagrafe anche alle coppie conviventi. E le famiglie cattoliche si ribellano all’equiparazione tra unioni di fatto e matrimoni rispetto alle agevolazioni sulla tassa di successione che la sinistra vuole introdurre in Finanziaria. L’accelerazione che una parte della maggioranza di governo sta cercando di imprimere al riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, etero ed omo, provoca la durissima reprimenda della Chiesa, l’indignazione delle famiglie «tradizionali» basate sul matrimonio e la levata di scudi del centrodestra.
Sull’Osservatore Romano si legge la dura condanna di quella che viene considerata un’«iniziativa ipocrita» e «inaccettabile», ovvero il riconoscimento della famiglia anagrafica basata su «vincoli affettivi» introdotta a Padova. Il quotidiano dei vescovi denuncia come dietro una simile scelta ci sia «l’introduzione progressiva, culturale e giuridica, della famiglia alternativa, specialmente omosessuale». Non basta che «non si parli di pacs» e si cerchi di nascondere il vero obiettivo di questi provvedimenti che, secondo l’Osservatore, non è quello di rispondere alle esigenze delle coppie conviventi eterosessuali visto che «i promotori di queste iniziative sono quasi sempre i rappresentanti piuttosto delle esigenze delle coppie omosessuali». Alla sinistra, che parla di battaglie di civiltà, parole usate ad esempio dal ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, il quotidiano ricorda che non sono «tanto battaglie di civiltà» dato che «non servono se non a una ristretta cerchia di cittadini italiani».
Anche l’emendamento che riserva alle coppie conviventi gli stessi sgravi destinati agli sposati agita molto le acque. Dentro l’Unione, visto che i cattolici della Margherita non sono d’accordo, e anche fuori. I primi a essere indignati sono ovviamente gli sposati. «L’anima più laicista della maggioranza di governo sta tentando di inserire surrettiziamente nella Finanziaria il riconoscimento, ancorché indiretto, delle unioni di fatto, attraverso un emendamento diretto a estendere ai conviventi le agevolazioni in materia successoria previste per i coniugi», accusa il presidente del Forum delle associazioni familiari, Giovanni Giacobbe, che condanna il tentativo di «equiparare le unioni di fatto alla famiglia legittima, costituzionalmente definita come società naturale fondata sul matrimonio». Oltretutto, conclude il rappresentante del Forum, «si ipotizzano delle condizioni di favore, in termini di franchigia e di aliquota applicata maggiori di quelle previste per i rapporti parentali che risulterebbero, così, pesantemente penalizzati rispetto alle convivenze di fatto». Fortemente critico anche il centrodestra. Per il vicepresidente di Forza Italia alla Camera, Enrico La Loggia, «la mozione adottata dal comune di Padova rappresenta un pericoloso attacco al valore della famiglia, così come concepito e tutelato dalla Costituzione». Il capogruppo udc alla Camera, Luca Volontè, osserva come «il dibattito in aula e le polemiche dimostrino l’esistenza di una stragrande maggioranza all’interno dell'Unione che è favorevole ai pacs omosessuali». Dunque è bene, aggiunge Volontè «che i più avveduti politici della Margherita ne prendano atto». Insomma per i cattolici l’alleanza con la sinistra sta diventando sempre più scomoda.
Anche Maurizio Gasparri di Alleanza nazionale si chiede che cosa intendano fare «i cattolici dell’Unione che dicono di volere difendere i valori della famiglia, ma poi sono costretti a scontrarsi con parte della maggioranza che invece questi stessi valori li mortifica continuamente».