L’offerta della Bpi ai blocchi di partenza

da Milano

Dovrebbe slittare a domani l’Opas Lanciata da Banca Popolare di Lodi (ora Banca Popolare Italiana) su Banca Antonveneta, mentre l’Opa in contanti potrebbe andare a venerdì. Il calendario è ancora al vaglio della Consob che dovrebbe dare oggi il suo definitivo via libera, atteso invano per ieri. Sempre oggi il Tar dovrebbe decidere sul ricorso presentato da Abn Amro sulle autorizzazioni concesse da Bankitalia alla Popolare lombarda.
Intanto il cda della banca padovana, che aveva giudicato non amichevole l’offerta lanciata dall’istituto lodigiano, ha precisato che «non ha convocato, né intende convocare l'assemblea dei soci al fine di ottenere l'autorizzazione al compimento di atti od operazioni volti a contrastare l'offerta». Si chiude infatti così il comunicato diffuso ieri dall'istituto padovano e in cui gli amministratori spiegano perchè come sono giunti, al termine della riunione del 13 luglio scorso, a valutare «non amichevole» l'opa e l'opas di Bpi, ancorché congrue nel loro prezzo.
Secondo i consiglieri di Antonveneta gli elementi a disposizione non sono sufficienti per valutare il progetto di integrazione proposto. Non ci sono piani industriali pubblici di Bpi e di Reti Bancarie Holding, lamentano tra l'altro gli amministratori di Antonveneta nel comunicato, non ci sono per Reti Bancarie Holding stime degli analisti finanziari sui dati prospettici, la copertura da parte delle case di ricerca su Bpi e le stime degli analisti finanziari sui suoi dati prospettici sono limitate. Ma il corrispettivo, pari a 24,47 euro è comunque congruo.
Intanto si è appreso che l'ad della Bpi, Gianpiero Fiorani, e gli altri vertici dell'istituto hanno investito in prima persona nella battaglia per Antonveneta. Nell'aumento di capitale da 1,5 miliardi, chiuso con successo venerdì scorso, Fiorani ha sottoscritto 57 mila azioni a 8 euro per un controvalore complessivo di 455.670 euro.