L’Olanda senza i senatori all’assalto del bunker serbo

da Lipsia

Bello e spumeggiante, ma mai vincente. È sempre stato questo il calcio dell'Olanda. Dalla rivoluzione «orange» degli anni '70 con il «calcio totale», l'Olanda ha spesso convinto nelle sue rappresentazioni mondiali per la bellezza del suo gioco, ma non ha mai vinto, o quasi, se si esclude il successo europeo dell'88.
Le due finali mondiali perse consecutivamente, nel '74 proprio in Germania e nel '78, gridano ancora vendetta; e la nuova «rivoluzione orange» operata del tecnico Van Basten è pronta a scendere in campo per rimettere a posto i conti con la storia e dimostrare una volta per tutte il suo valore.
Il sorteggio non è stato benevolo, tutt'altro, Serbia-Montenegro, Costa d'Avorio e Argentina nell'ordine rappresentano per la nazionale olandese di Marco Van Basten un vero esame di maturità.
Le scelte del tecnico che ha lasciato a casa Davids, Seedorf, Stam e Makaay, hanno fatto molto discutere, ma i suoi ragazzì hanno dimostrato di avere nelle loro corde le capacità tecniche per fare molto strada in questo Mondiale.
Certo, l'esordio contro la Serbia Montenegro non è dei più semplici. L'attacco degli orange, punto di forza di questa nazionale (27 gol in 12 partite nelle qualificazioni), col tridente Robben-Van Persie-Van Nistlerooy avrà vita dura contro la difesa d'acciaio della Serbia-Montenegro, reparto sul quale si incentrano le speranze di tifosi e tecnico del Paese balcanico per fare bella figura in Germania.
Nelle dieci partite di qualificazione al mondiale la Serbia-Montenegro ha concesso un solo gol, alla Spagna, in occasione del pareggio per 1-1 ottenuto a Madrid.
La Serbia-Montenegro (più Serbia visto che non ci sono giocatori del Montenegro nella rosa) alla ricerca di un'identità sportiva, che vada oltre l'etichetta di fantasia e discontinuità che da sempre si portano addosso le squadre della ex Jugoslavia, giocherà una partita di rimessa, puntando soprattutto sulla solidità della sua difesa.
«Il calcio è come gli scacchi - ha detto stamani il tecnico Petkovic - Le prime mosse normalmente determinano il corso di una partita, così come la prima gara di un mondiale può risultare decisiva per il risultato finale. Cercheremo soprattutto di limitare le offensive olandesi - ha aggiunto il ct - per poi ripartire e sfruttare ogni possibilità che ci si presenterà».
A guidare le offensive serbe ci sarà l'ex Parma Savo Milosevic, con Kezman al suo fianco: «Van Basten era il mio idolo - ha spiegato ai cronisti presenti al campo - Da giocatore era molto offensivo e lo è anche da tecnico. Li abbiamo studiati bene e siamo pronti a combattere».