L’Olanda soffre ma passa

Bella ma sfortunata. La Costa d’Avorio saluta il mondiale con un’altra prestazione gagliarda e però segnata da troppe ingenuità. Sconfitti 2-1 dall’Olanda, Drogba e compagni tornano a casa, come la Serbia. Ma quanta differenza tra la truppa sgangherata di Petkovic e gli arrembanti «elefanti» africani. Anche ieri, per più di un’ora, la truppa di Michel ha dominato, ma ha pagato ancora una volta i troppi errori sotto porta e le colossali dormite difensive.
L’Olanda approda agli ottavi regalandosi mezz’ora di buon ritmo e il resto di sofferenza pura. Apre le danze Van Persie al 23’ con un bolide su punizione, complici i riflessi annebbiati di Tiziè. Chiude la pratica Van Nistelrooy, quattro minuti dopo, imbeccato da una delle solite serpentine di Robben.
Partita chiusa? Niente affatto. La banda di Van Basten tira i remi in barca. E allora, davanti a Van der Sar, s’inizia a ballare: al 32’ Zokora timbra l’incrocio dei pali. Sei minuti dopo, la mira di Bakari Kone è invece perfetta e vale il 2-1 che frantuma l’imbattibilità di Van der Sar, durata oltre mille minuti. È il preludio a una ripresa che gli ivoriani giocano con il coltello tra i denti. Davanti alla porta olandese si scatenano mischie furibonde. Tanta confusione, ma zero palle gol. E per gli «elefanti», così, il mondiale è già finito.