L’olio al ristorante? Meglio «monodose»

Andrea Cuomo

L’olio al ristorante? Meglio monodose. L’idea è semplice ma geniale. Portare in tavola nei migliori locali non la solita oliera unta e bisunta e completamente anonima, ma una boccettina da cento millilitri di olio Dop di grande qualità. Così è nato «Centolio», la boccettina mignon prodotta dai consorzi di due delle migliori Dop italiane, il Chianti Classico e il Terre di Siena, e che per tutta la settimana (e fino a oggi) è stata distribuita sulle tavole di cinque dei migliori ristoranti di Milano e di altrettanti locali della provincia di Roma: «Al Presidente», «L’Arcangelo», «L’Altro Mastai» e «Il Sampietrino» di Roma e «Cacciani» di Frascati. Cinque locali accomunati peraltro dalla giovane età degli chef. I quali peraltro hanno promosso l’iniziativa con una eccellente cena da loro preparata per alcuni selezionati ospiti a Palazzo Rospigliosi e ovviamente ispirata (oltre che accompagnata) dalle prezione boccettine di oro giallo.
Ma torniamo a «Centolio». Si tratta di un’iniziativa per il momento sperimentale che però potrebbe diventare una buona abitudine. Se infatti in questi giorni la bottiglia monodose d’olio è data gratuitamente ai clienti dei suddetti locali, l’idea è quella di fornirla in un prossimo futuro a pagamento. Una piccola cifra (al massimo 4 euro) che però garantirebbe l’assoluta qualità e conservazione del prodotto con il quale condire insalate, verdure, zuppe e minestre e che avrebbe anche il vantaggio di consentire al cliente di portare a casa la bottiglietta con l’olio eventualmente avanzato. Insomma, un servizio in più in grado di accontentare il cliente più esigente e di caratterizzare ulteriormente lo stile dei migliori ristorante. Perché ormai è chiaro: sono i particolari a fare la differenza.