L’omaggio della Argerich al suo maestro Scaramuzza

Dopo Milano fa tappa a Roma la tournée italiana che Martha Argerich, indiscussa vestale del pianismo mondiale, ha da poco intrapreso per ricordare il suo maestro di pianoforte in Argentina, Vincenzo Scaramuzza, il grande didatta calabrese, nativo di Crotone, studi a Napoli alla scuola di Rossomandi, Longo e Martucci, e poi emigrato ancor giovane in Argentina, dove ha fondato una celebre scuola pianistica nella quale si sono formati alcuni celebri pianisti fra cui anche Barenboim padre (attraverso il quale l'insegnamento è giunto fino al più celebre figlio, Daniel) e Bruno Leonardo Gelber. La Argerich, 66 anni, si è impegnata in questa lunga tournée italiana, organizzata dall’Associazione «Palatina Sud» ,che la porterà proprio a Crotone e poi a Napoli, Cagliari e ancora, per una seconda tappa, sia a Roma che a Milano, nella ricorrenza dei quarant’anni dalla morte di Scaramuzza.
La Argerich non è sola; con lei nei concerti italiani suonano altri due allievi indiretti di Scaramuzza, gli argentini Nelson Gorner ed Eduardo Huber, ambedue con una bella carriera già alle spalle, che appartengono agli allievi di «seconda generazione» di Scaramuzza, avendo ricevuto il suo insegnamento per interposta persona, attraverso i primi allievi del grande maestro.
La Argerich, ha fatto tesoro degli insegnamenti di Scaramuzza che, oltre la tecnica ferrea, esigeva dagli allievi approfondimento musicale e cura del suono, ma ha ereditato anche quel timor panico che prende taluni concertisti, anche molto famosi e con una grande carriera all’attivo, un minuto prima di salire in palcoscenico. Per questo la grande Martha, baldanzosa e sicura all’apparenza, da tempo ha deciso di non tenere più recital solistici, e di accompagnarsi sempre ad altri musicisti o all’orchestra. Il pianista Scaramuzza era vittima della stessa sindrome, per vincere la quale prima di ogni concerto beveva un infuso di tiglio.
Martha Argerich, a Roma, divide il palcoscenico con Nelson Goerner, con il quale presenta un bel variegato programma. Di Mozart, la Sonata K381, per pianoforte a quattro mani; di Rachmaninov, le «Danze sinfoniche» , nella versione originale per due pianoforti; «Ma mêre l’Oye», per pianoforte a quattro mani di Ravel; e, per finire, la «Sonata per due pianoforti e percussioni» di Bartók.
Auditorium Parco della Musica. Sala Santa Cecilia. Venerdì 22, ore 21. Pianisti Martha Argerich e Nelson Goerner. Info: 068082058