L’ombra dei giudici ora si allunga anche su Coverciano

In attesa che inizi il processo sportivo, gli inquirenti sono pronti ad ascoltare Franco Carraro e alcuni giocatori della Gea in ritiro con la Nazionale

Marcello Di Dio

da Roma

Sarà una settimana ricca di audizioni, molte delle quali eccellenti. Da oggi le inchieste giudiziarie sul «calcio sporco» procederanno in maniera più spedita. In attesa che parta, forse già lunedì prossimo, il processo sportivo che avrà tempi brevissimi, come ha assicurato il neo commissario della Figc Guido Rossi. Tante procure al lavoro, da Nord a Sud: attivissima Roma sulla Gea World (costola di quella aperta sul doping amministrativo) e sugli arbitri; in chiusura di indagine Napoli che ha già iscritto nel registro degli indagati 41 persone per l’ipotesi di reato di associazione a delinquere; pronta a ripartire Torino sul falso in bilancio e altri reati nei confronti dei dirigenti della Juve. Tutte inchieste che ruotano attorno alla figura di Luciano Moggi.
Nella capitale, il procuratore Ferrara e i sostituti Palamara e Palaia sono pronti ad ascoltare nei prossimi giorni i vertici del calcio italiano, tra cui l’ex presidente della Federcalcio Franco Carraro. I pm hanno esaminato nel fine settimana le carte arrivate da Napoli, documenti che sono serviti per allargare l’orizzonte delle loro conoscenze sul pianeta Gea e sulla posizione dominante esercitata dalla società nel mondo del calcio. Oggi le audizioni ripartiranno però con i calciatori informati sui fatti (tra i primi forse Blasi e De Sanctis, riserva degli azzurri per il Mondiale), alla ricerca di ulteriori riscontri alle iniziali ipotesi di accusa: l’illecita concorrenza con minacce e violenze che hanno finora determinato l’iscrizione nel registro degli indagati di Luciano Moggi, del figlio Alessandro, di Chiara Geronzi e Franco Zavaglia. Gli elementi finora acquisiti sembrano non solo legittimare i sospetti iniziali, ma anche allargare il giro di presunte irregolarità. Ecco che in questa settimana l’intestazione del fascicolo processuale potrebbe essere estesa anche all’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.
Dopo i confronti con i calciatori - sia assistiti o ex assistiti della Gea (non sono da escludere le audizioni degli azzurri Oddo, Amelia, Cannavaro, Nesta e Materazzi, da oggi in ritiro a Coverciano), ma anche giocatori solo avvicinati da rappresentanti della società di procuratori - verranno convocati i presidenti di società e i dirigenti indicati, da un rapporto dei carabinieri di Roma, sotto il «controllo» della Gea. Ma i pm capitolini potrebbero anche ascoltare gli arbitri accusati di far parte dell’ormai celeberrima «combriccola romana». Secondo il rapporto dei carabinieri consegnato alla procura di Napoli e girato per competenza anche a Roma, uno di questi, Massimo De Santis, per assicurarsi «un futuro tranquillo» ed aumentare «esponenzialmente» il suo potere, preparava la sua successione a Pierluigi Collina nel ruolo di arbitro italiano più rappresentativo.
Oggi a Napoli, invece, compariranno davanti ai pm Beatrice e Narducci due indagati «eccellenti» della Finanza: il generale Francesco Attardi e il capitano Giuseppe Lasco. Entrambi devono rispondere di rivelazione di segreto d’ufficio e il primo ha rassegnato le dimissioni dal suo ruolo tra gli 007 della Figc. L’inchiesta napoletana è ormai al termine («la fretta nel finire il lavoro è stata necessaria per evitare il pericolo di inquinamento delle prove», ha sottolineato il coordinatore della Dda Franco Roberti) e già giovedì gli atti e le conclusioni finiranno sul tavolo del commissario straordinario della Federcalcio Guido Rossi. Il disegno accusatorio ha combaciato perfettamente con l’esito degli interrogatori, ecco che il quadro che Rossi si troverà davanti sarà già sconcertante. Così dopo gli incontri programmati (oggi con Lippi e gli azzurri a Coverciano, domani a Roma con le sei componenti della Federcalcio, mercoledì con il ministro dello sport Melandri e il sottosegretario Lolli) si riunirà con i suoi vice Nicoletti, Albertini e Nebbioso per nominare il nuovo ufficio indagini. Che potrà essere composto da magistrati ancora in servizio, visto che il divieto imposto dal Csm (niente incarichi nella giustizia sportiva) scatterà solo dalla prossima stagione.