L’«ombra» di Wojtyla sarà arcivescovo nella Cracovia di Karol

A Don Stanislaw la diocesi che fu di Giovanni Paolo II, il Pontefice di cui è stato segretario per quasi 40 anni e che conobbe su una pista da sci. Forse sarà nominato cardinale

Andrea Tornielli

da Roma

Per quasi quarant’anni è stato la sua ombra, il segretario fedele. Nell’ultimo periodo era diventato il tramite tra lui e la Curia, l’interprete del suo pensiero e delle sue volontà, il comunicatore delle sue direttive. Ora Stanislaw Dziwisz, per tutti «don Stanislao», diventerà successore di Karol Wojtyla sulla cattedra di Cracovia. Papa Benedetto XVI ha infatti deciso di designare il segretario di Giovanni Paolo II arcivescovo dell’importante diocesi polacca guidata attualmente dal settantottenne cardinale Franciszek Macharski. La nomina, salvo sorprese dell’ultima ora, sarà pubblicata dal Vaticano nei prossimi giorni ed è possibile che per un breve periodo iniziale Dziwisz affianchi Macharski prima di succedergli formalmente. Torna dunque in Polonia, nella diocesi guidata da Wojtyla, il suo più stretto collaboratore, al quale è stata attribuita una grande influenza sull’inquilino numero uno dei sacri palazzi che ha affiancato per così lungo tempo.
Anche se Dziwisz divenne segretario di monsignor Wojtyla nel 1966, un anno prima che quest’ultimo fosse creato cardinale, la conoscenza tra i due risaliva a diversi anni prima. Il futuro Papa era diventato da poco vescovo ausiliare di Cracovia. Dziwisz, nato nel 1939 da una famiglia contadina allora molto povera a Raba Wyzna, un villaggio nei pressi di Nowy Targ, che si trova sulla strada per le piste da sci di Zakopane, sui monti Tatra, sapeva sciare molto bene.
Wojtyla, che amava fare escursioni e sciate fuori pista, durante uno di questi viaggi sui Tatra, decise di sciare in una zona isolata, dove si aggiravano ancora i cinghiali e dove gli stessi abitanti del luogo spesso si perdevano. Un parroco avvisò dunque monsignor Wojtyla che non era prudente avventurarsi da solo e gli presentò Stanislaw, che era ancora uno studente e che il sacerdote sperava entrasse in seminario. Poco dopo quel primo incontro Dziwisz entra in seminario e nel 1963 viene ordinato prete dal vescovo Wojtyla. Per due anni fa il viceparroco in una parrocchia a sud di Cracovia e quindi, nel 1966 diventa prima vicesegretario dell’arcivescovo e quindi suo segretario particolare.
Con l’elezione, nell’ottobre 1978, don Stanislao si ritrova suo malgrado ad essere una delle persone più influenti della Santa Sede. Nel 1998, a sorpresa e contro ogni consuetudine e tradizione, il Pontefice lo consacra vescovo, mantenendolo però accanto a sé come segretario seppure con l’incarico formale di «Prefetto aggiunto della Casa Pontificia». Dopo l’ultimo concistoro, nell’ottobre 2003, Giovanni Paolo II lo eleva al rango di «arcivescovo». Sembra che negli ultimi mesi di vita, il Papa avesse preso seriamente in considerazione la possibilità di nominarlo a Cracovia ma l’improvvisa malattia e poi la morte avevano fatto cadere il progetto, che però ora sarà concretizzato da Benedetto XVI.
Don Stanislao, che arcivescovo lo è già, da quando ha lasciato il Vaticano è andato a vivere in un istituto sulla via Cassia, dove ha sede la «Fundacja Jana Pawla II», una fondazione da lui presieduta fin dal 1981 che si occupa di diffondere il pensiero e la cultura di Papa Wojtyla e di realizzare interventi caritativi. Monsignor Dziwisz potrebbe dunque diventare presto cardinale, ma non sarebbe l’unico polacco in procinto di lasciare il Vaticano. Sarà infatti resa nota nei prossimi mesi anche la nomina del nuovo arcivescovo di Varsavia e primate di Polonia. La scelta pare sia caduta sull’attuale Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, il cardinale polacco Zenon Grokolewski, che lavorava nella Curia romana già prima dell’elezione di Wojtyla.

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