L’omicida al gip: volevo solo spaventarlo

Roberto Scordamaglia ha confermato la sua versione dei fatti. Il 23enne, che si era costituito per l’omicidio di Emiliano Benedet avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì scorso in via Jacopino da Tradate a Milano, ha ribadito la sua colpevolezza durante l’interrogatorio per la convalida del fermo davanti al gip Mariolina Panasiti.
Questa la ricostruzione dei fatti. Dopo una lite cominciata per una questione di donne, Scordamaglia avrebbe sparato con una pistola trovata nel cortile dello stabile di via Tradate, da una distanza di 10-12 metri con la sola intenzione di spaventare la vittima, nei confronti della quale aveva un debito di 4.500 euro per una fornitura di cocaina.
Una versione che non convince gli inquirenti, in cerca di un complice che abbia procurato l’arma, e aiutato l’omicida a nascondersi.
Il pm Chiara De Iorio attende ora di sentire come testimone Giovanni Rosso, l’amico di Scordamaglia coinvolto nella rissa iniziale.
Ieri mattina il gip deciderà se disporre la custodia cautelare in carcere, come richiesto dal pubblico ministero, o concedere gli arresti domiciliari secondo le indicazioni della difesa.