«L’Omnibus non si è fermato al semaforo rosso»

Le Fnm escludono guasti agli scambi e manovre anomale da parte del Malpensa Express. Il pm sequestra le scatole nere, primi interrogatori

Claudio De Carli

Non si tratta di trovare un colpevole, ma l’errore umano è l’ipotesi più accreditata. Molto velatamente l’ha avvalorata lo stesso management di Ferrovie Nord Milano nella conferenza stampa di ieri mattina in Cadorna: «...il treno locale - si legge in una nota diffusa nel pomeriggio da Fnm -, era appena partito dalla stazione di Garbagnate Serenella e, per ragioni ancora da accertare, non si sarebbe fermato al segnale di protezione della stazione Garbagnate centro che, stando a quanto emerso, risulta fosse a via impedita». Cioè semaforo rosso.
L’ingegnere Luigi Legnani, amministratore unico di Fnm trasporti, ha spiegato che il macchinista dell’Omnibus Milano-Saronno: «...per cause ignote è ripartito dopo la fermata secondaria nonostante il semaforo rosso di via impedita, trovandosi così in linea di collisione con il rapido proveniente dall’aeroporto Malpensa». L’ingegnere ha peraltro sgombrato il campo ad altre ipotesi: «Nessun problema agli scambi, nessuna manovra anomala del Malpensa Express deviato su un binario lento in quanto quello veloce era occupato da un treno proveniente da Varese con problemi al locomotore. Operazione fatta normalmente, quindi non straordinaria. I segnali luminosi erano perfettamente funzionanti e la linea è stata la prima attrezzata e ammodernata con sistemi di sicurezza adeguati per un investimento previsto di 900 milioni di euro. Neppure la velocità può essere stata una causa: l’Omnibus era appena ripartito e destinato a una nuova fermata dopo neppure un chilometro, il Malpensa era impegnato a deviare sugli scambi che consentono una velocità massima di 60 chilometri orari. Ma desideriamo rimanere prudenti sulle cause dell’incidente». Una prudenza dettata dalle indagini del pm Nicola Piacente che ipotizza il reato di omicidio plurimo e disastro colposo e ha disposto il sequestro delle quattro scatole nere con le registrazioni di bordo e di terra. la Polfer ha già provveduto a interrogare diversi testimoni dell’incidente e in serata è stato ascoltato anche il macchinista del Malpensa Express, ricoverato in ospedale in condizioni non gravi.
Ma questa è una linea ferroviaria ritenuta d’eccellenza e percorsa da cinquecento treni al giorno, alcuni vecchi di cinquant’anni, come l’S3 Omnibus che si è scontrato con il Malpensa Express. Un treno senza il ripetitore di segnale, sul quale in caso di malore del macchinista c’è il blocco automatico del convoglio, ma è sempre il conducente il responsabile dei segnali luminosi.