L’«onda lunga» di Cammariere

La gavetta, il sogno, il girovagare nei meandri della musica live, tra ristoranti, alberghi, club improbabili, piccoli locali. Una lunga carriera di nicchia, sempre al pianoforte. Il consolidarsi di un successo sotterraneo, attraverso centinaia di concerti. E poi, come un fiume carsico, l’emergere della sua figura di pianista-cantante-compositore a Sanremo, con un brano come Tutto quello che un uomo, entrato di diritto nella categoria dei classici italiani.
Sergio Cammariere torna a suonare nella capitale. E per la data romana (questa sera all’Auditorium conciliazione) potrà contare sul nucleo dei suoi fidati strumentisti, una sorta di famiglia musicale composta da Amedeo Ariano alla batteria; Bruno Marcozzi alle percussioni; Simone Haggiag alle percussioni; Luca Bulgarelli al contrabbasso; Olen Cesari al violino e Daniele Tittarelli al sax alto, con i quali ripercorrerà un repertorio che va acquistando peso e sostanza con il passare del tempo.
Dopo la recente partecipazione al Festival di Sanremo con il brano L’amore non si spiega, il suo ultimo lavoro è una raccolta chiamata Cantautore piccolino, un cd che ha scalato i vertici della classifica dei dischi più venduti. Un viaggio musicale che contiene suggestioni, colori, voci, suoni, ricordi di un percorso a metà tra jazz e canzone d’autore, con alcune sane incursioni nella musica d’autore. Un disco che ha una genesi curiosa. Cantautore piccolino, album pubblicato da EMI Capitol, è infatti un progetto che vede la diretta partecipazione del pubblico che da anni lo segue nei concerti. La selezione dei brani, dai suoi tre precedenti album è avvenuta, infatti, seguendo le indicazioni e i suggerimenti raccolti dal sito www.situation.it. Il disco - dedicato a due grandi maestri Sergio Bardotti e Bruno Lauzi - contiene anche tre inediti L’amore non si spiega, lo strumentale piano solo Nord, Le note blu e due omaggi: a Bruno Martino con Estate e a Keith Jarrett con My song. Inediti a parte, però, l’album è anche l’occasione per riascoltare alcuni cavalli di battaglia come Sorella mia, Libero nell’aria, Le porte del sogno, Dalla pace del mare lontano, Tutto quello che un uomo. Brani che espongono in musica la personalità di un artista che rappresenta senz’altro una figura singolare nel panorama musicale italiano: quella di un pianista ormai riconosciuto per il suo talento ma anche quella di un interprete coinvolgente e sensibile, capace di trarre la sua ispirazione tanto dalla grande scuola della musica d’autore quanto dalle sonorità sudamericane. Senza dimenticare incursioni nella musica classica e negli accessi di scura passione dei grandi maestri del jazz.