«L’Onda vuole i diritti civili non abbattere il regime»

È stato uno dei primi a finire nel mirino. Lo cercavano già all’indomani delle elezioni nella sede dove gli amici del candidato Mir Hossein Mousavi lanciavano le prime denunce di brogli. Quella mattina il 30enne Hanif Mazroui si salvò dalla galera. Poche ore dopo incontrò la moglie incinta, le accarezzò la pancia, le disse addio e iniziò una vita da fuggitivo.
Ora teme per sua moglie, per quel figlio nato lo scorso novembre e visto solo in fotografia. Teme per se stesso dopo aver diffuso dai blog le prime notizie di torture e uccisioni nelle carceri. Ma Hanif non molla. «In questi 8 mesi la mia gente ha sofferto arresti, uccisioni, le torture non posso certo fermarmi io che sono più al sicuro di loro», spiega Hanif dal suo rifugio segreto in un Paese europeo. Mentre parla segue le dimostrazioni in corso a Teheran per il 31° anniversario della rivoluzione. «Oggi hanno fermato persino la nipote di Khomeini».
Che ci fa con l’opposizione?
«Il governo non è più in linea con lo spirito della rivoluzione. Per questo i suoi eredi stanno con il popolo e non con il governo. Anche altri membri della famiglia di Khomeini criticano quel che sta succedendo. Per il regime è insopportabile e cerca di vendicarsi».
Che differenza c’è tra l’Onda Verde e le rivolte studentesche del ’99?
«Le proteste nelle università erano basate su richieste degli studenti, oggi il movimento è più ampio, molto più legato alle richieste di un intero popolo deciso a rivendicare i diritti riconosciuti dalla Costituzione».
Ora in piazza scendono anche militanti dei mujaheddin del popolo, sostenitori dello Scià e minoranze etniche. L’impressione è quello di un’Onda molto divisa.
«Approfittano per mescolarsi ai nostri cortei, ma non hanno una vera base popolare. Il nostro è il movimento di chi ha votato per Mousavi o Karroubi e si è visto rubare il voto».
Rispetto alla Rivoluzione del ’79 sembrate pochini.
«L’Onda Verde non è meno imponente di quella del ’79, è solo diversa. Non vogliamo abbattere il regime, ci accontentiamo di chiedere il rispetto di diritti e regole democratiche scritte nella rivoluzione del ’79».
Il regime però non cede...
«In questi otto mesi si è diviso e continua a spaccarsi al suo interno. Alcuni suoi esponenti sono finiti in carcere per aver abbandonato il potere e aver sostenuto il movimento».
Il sistema in cui si riconosce le dà la caccia...
«Mi considero figlio della rivoluzione, ma protesto perché non si rispetta la Costituzione nata dalla rivoluzione».
Avete diritto al nucleare?
«È un diritto per tutti i Paesi ma solo per scopi pacifici».
Delle sanzioni cosa pensa?
«Colpiscono la gente comune non il governo che le ignora e continua le sue attività».
Quindi non bisogna isolare l’Iran?
«Isolare chi governa può essere positivo per l’opposizione, ma isolare la popolazione danneggia il movimento».
Mousavi è stato premier, Khatami presidente, Karroubi presidente del Parlamento.... Con leader così legati al regime pensate davvero di cambiare il sistema?
«La domanda è ingiusta. Mousavi, Karrubi e Khatami non vogliono cambiare la Rivoluzione, vogliono farla rispettare. Vogliamo la completa realizzazione della Costituzione attuale vogliamo la democrazia, libertà di parola e libera attività per partiti politici. E vogliamo ottenerle pacificamente».