L’onorevole Bonolis, parodia di Sordi

Alessandro D'Alatri ha messo tutta la sua cattiveria nel distribuire i ruoli di Commediasexi: da coppia scoppiata recita infatti l'ex coppia Sergio Rubini-Margherita Buy; da velina di regime, la ragazza-calendario Elena Santarelli; da sordido (più che da parlamentare cattolico), Paolo Bonolis. Nessuno doveva affaticarsi troppo per sentire la parte e lo spettatore ritrovava una parvenza di realtà.
Però non è rimasta a D'Alatri la cattiveria per poi descrivere questi figuri. Strano: lo stesso regista era stato così graffiante nella Febbre (2005) col quisque de populo cremonese... Nel rappresentare la classe dirigente romana non ha saputo (voluto?) scoperchiare il tombino.
Morale: dietro l'apparente corrosività, affiora la reale complicità di Commediasexi non con un governo, non con un regime, ma con una classe che sopravvive benissimo a ogni cambio dell'uno e dell'altro.
L'unico bersaglio sfiorato, se non colpito, dal film è il più indifeso: l'etèra di regime. Peraltro Ricordati di me di Gabriele Muccino l'aveva saputa connotare più verosimilmente. Quanto al bersaglio grosso - i partiti, i salotti importanti, i dirigenti tv pubblici e privati, Bruno Vespa e Porta a porta, per esempio -, in Commediasexi viene indicato. Non mirato, tanto meno colpito.
Cinema così, stile Risi anni Sessanta-Settanta, non lo fa più nessuno? Non è vero. Nel Trasformista, (2002) Luca Barbareschi aveva colto la realtà e ironizzato su di essa con disincanto, eppure con indulgenza, dando una lezione di cinema civile. D'Alatri ha invece fatto con Commediasexi solo un prodotto dignitoso, prevedibile e sgradevole quando Bonolis imita Sordi; prevedibile e gradevole quando Stefania Rocca - la migliore della compagnia - si getta fra le braccia del cuoco lubrico, un Michele Placido irsuto, bravo come sempre quando recita soltanto, ma ormai avviato ad ereditare i ruoli di viscido dell'ultimo Claudio Gora.

COMMEDIASEXI di Alessandro D'Alatri (2006), con Paolo Bonolis, Sergio Rubini, Stefania Rocca. 100 minuti