L’onorevole più povero: «Ora venderò olio»

Paola Setti

Dall’inferno dei non eletti al paradiso dei ripescati al purgatorio di quelli che chissà se ce la faranno, il tutto in dieci mesi e senza un euro in tasca. Giovanni Rainisio, imperiese diessino, è il più povero del Parlamento e ha ancora voglia di scherzare.
Scusi Rainisio, ma come fa un deputato a dichiarare solo 14.661 euro? Lei forse froda il Fisco?
«Molto più semplicemente nel 2004, anno cui si riferisce la dichiarazione dei redditi, non ero deputato. Lo sono diventato nel maggio 2005, al posto di Burlando che è stato eletto presidente della Regione».
Meno male, sennò lei avrebbe continuato a fare la fame.
«Ma non è che stessi male, avevo un’agenzia di consulenza sulle pratiche automobilistiche che mi fruttava 30mila euro, solo che li dividevo con mia moglie, che è anche mia socia».
Quindi ha fatto un bel salto in questi dieci mesi.
«Mica tanto, il mio stipendio da parlamentare se n’è andato in fretta: il 40 per cento al partito, il resto al sostentamento della famiglia, alla federazione Ds di Imperia e poi iniziative culturali».
Una vitaccia, la sua. E se non la rieleggeranno sarà anche peggio, dovrà tornare alle pratiche auto.
«Se è per quello ho venduto tutto».
Un ottimista, pensava di restare in Parlamento per tutta la vita?
«No, è che mio padre era contadino».
Come la mamma di Burlando, lo dice sempre. È un ordine di scuderia Ds?
«Mi ha lasciato una proprietà olivicola e se non mi rieleggono voglio rilanciare il commercio di olio».
Lei è quinto in lista al Senato, non ce la farà.
«Ma se vinciamo le elezioni i primi due, Mazzarello e Ranieri, potrebbero diventare sottosegretari e lasciarmi il posto»
Ma le vincete le elezioni?
«Ci stiamo lavorando. A me basta un altro mandato, ho 54 anni. Poi non metto limiti alla provvidenza».
Prima di lei oltre a Sabina Rossa c’è Lorenzo Forcieri, la federazione spezzina ha fatto di tutto per ricandidarlo.
«Eh, certo che se fossi stato quarto al posto di Forcieri sarebbe stato meglio. Colpa della legge elettorale, che premia i soliti noti e penalizza chi si è impegnato tanto. Ci sono gli inclusi in partenza e gli esclusi in partenza».
Però almeno uno povero come lei risparmierà sulla campagna elettorale.
«Almeno quello».
Pensi a Stefano Zara, che conquistando il Collegio 10 è stato più bravo di lei e non è neppure al quinto posto.
«È una persona eccezionale, meritava di entrare».
Lo dite tutti ma nessuno che gli lasci il suo posto.
«Io glielo lascerei volentieri, ma non è un grande posto, sono in zona grigia e chissà se diventerà bianca».