L’Onu ha vinto: si farà la Norimberga asiatica

Il governo cambogiano non era dell’idea, ma l’Onu ha insistito. E dopo sette anni di dure trattative, il palazzo di Vetro l’ha spuntata: a inizio 2008 si aprirà a Phnom Penh il processo condotto da un Tribunale internazionale che giudicherà i crimini dei Khmer rossi. Saranno almeno quattro gli imputati, tra cui «Douch», direttore della prigione segreta «S-21», al terzo posto nella lista dei carnefici del Paese asiatico dopo Pol Pot e Ta Mok e l’unico ancora in vita. Andranno a giudizio anche il vice di Pol Pot, Noun Chea, l’ex ministro degli esteri Ieng Sary, l’ex capo del governo Khieu Sampan. Lo scorso 18 luglio sono stati formalmente accusati dal Tribunale di 25 reati, tra cui «crimini contro l’umanità, genocidio, gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra, omicidio, tortura, trasferimento e lavoro forzato, detenzione illegale, persecuzione politica, religiosa ed etnica». Trenta i giudici: 17 cambogiani e 13 di altri Paesi.