«L’Opa di Abn per Fazio fu un ceffone»

Dai verbali degli interrogatori di Fiorani e Boni i «consigli» ad accelerare dell’ex governatore

da Milano

L’Opa lanciata da Abn Amro su Antonveneta? L’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, la visse come «un ceffone non sopportabile», mentre in un’occasione consigliò gli ex vertici di Bpi di «accelerare» l’operazione di acquisizione della banca padovana. Parole messe a verbale dall’ex ad della banca, Gianpiero Fiorani e dall’ex direttore generale di Bpi, Gianfranco Boni, e scrupolosamente annotate nel provvedimento con il quale il gip di Milano Clementina Forleo ha concesso loro gli arresti domiciliari, dopo 117 giorni di carcere.
Nell’interrogatorio del 18 dicembre scorso, cinque giorni dopo l’arresto, davanti ai pm Fiorani spiegava: «Quando gli olandesi lanciarono l’Opa, Fazio visse il gesto come un ceffone non sopportabile in quanto era convinto che nessuno straniero avrebbe mai osato lanciare un’Opa in Italia senza il suo assenso». Poi aggiungeva: «Quando la Consob ebbe a dichiarare il concerto, Fazio mi disse: “Questo è un vero guaio, vediamo come porvi rimedio”, con ciò intendendo dire che dovevamo aggirare l’ostacolo lanciando l’Opa obbligatoria, tant’è che immediatamente ha voluto verificare con me i costi dell’operazione. Io gli risposi che pensavamo di ufficializzare anche gli accordi (occulti, ndr) con Ricucci e i fondi esteri e integrare l’Opa obbligatoria. Il governatore disse: “Va bene, procedete”. In buona sostanza tutta l’operazione è stata avallata, guidata e garantita da Fazio».
Altro ancora racconta sui «settimanali incontri» con l’ex governatore, l’ex direttore generale Gianfranco Boni, il quale ha riferito del «consiglio», da parte di Fazio, di «accelerare» l’acquisizione di Antonveneta quando la cordata Bpi aveva in mano il 47-48%, consiglio dato in una riunione il 23 aprile 2005 a casa dello stesso governatore. «Tuttavia - ha raccontato Boni nel suo interrogatorio del 27 gennaio scorso - io avevo fatto presente a Fiorani che per il prestito obbligazionario convertibile in azioni Antonveneta in possesso di Abn avremmo avuto la maggioranza solo salendo al 53% del capitale sociale. Il governatore, appresa questa ulteriore circostanza, si è mostrato comunque tranquillo ma ci ha anche raccomandato di accelerare».
«Nel corso di un successivo incontro - ha proseguito Boni nel racconto - Fazio fece presente che Abn Amro aveva rilanciato e che l’operazione da parte di Bpi stava diventando impegnativa. Alla reazione di Fiorani, il quale faceva presente che di quel passo tutte le banche italiane sarebbero andate in mano allo straniero, Fazio si lanciò in un suggerimento: “Ma non avete dei fondi dove collocare parte delle azioni Antonveneta per completare la scalata?”».