Al via l’Opa Mittal su Arcelor

Alberto Toscano

da Parigi

È decollata ieri l'Opa di Mittal Streel sui titoli del gruppo franco-ispano-lussemburghese Arcelor. È un’operazione apertamente ostile, visto che i responsabili dei due poli siderurgici non hanno trovato alcun compromesso tra le loro rispettive ambizioni: quella di Mittal, decisa a mangiarsi Arcelor, e quella di Arcelor, decisissima a rimanere assolutamente indipendente. Era il 29 gennaio quando dal quartier generale di Mittal partì il grido di battaglia: «Vogliamo Arcelor!». La reazione immediata del governo francese e in particolare del primo ministro Dominique de Villepin - il teorizzatore del «nazionalismo economico» - fu estremamente negativa: non voleva sentir parlare di Opa ostili e per di più l'idea d'essere minacciati da una società d'origini indiane sembrava piacergli poco. Poi, però, i francesi hanno dovuto rendersi conto che Mittal ha il suo quartier generale in Olanda, a Rotterdam, e che i miliardari che la controllano, Lakshmi e Aditya Mittal, sono distintissimi signori britannici di origine indiana.
Al tempo stesso Parigi ha fatto di tutto per favorire le difese anti-Opa da parte di Arcelor, erede del gigante siderurgico nazionale Usinor, che si è fuso nel 2002 con i lussemburghesi di Arbed e con gli spagnoli di Aceralia, dando appunto vita al gruppo che ha attualmente quella denominazione. Arcelor è il numero uno della siderurgia mondiale per fatturato e va molto bene: 32,6 miliardi di euro di ricavi nel 2005 (con un incremento dell'8,1% sul 2004) e 3,8 miliardi di euro di utile netto (più 66,2%). Ciò ha consentito un aumento dei dividenti, come misura di «seduzione» dell'azionariato. Al tempo stesso il vertice di Arcelor ha cercato di rendere impossibile a un eventuale acquirente la cessione della sua filiale canadese Dofasco (mentre Mittal s'è impegnata a cederla ai tedeschi di ThyssenKrupp in caso di successo dell'Opa) e infine ha promosso un'operazione per acquistare in Borsa i propri titoli.
Eppure la partita è apertissima. Ieri Mittal Steel, ottenute finalmente le autorizzazioni, ha ufficializzato la sua Opa, che stanzia 18 miliardi di euro in cash e in azioni per l'insieme del capitale Arcelor. Adesso gli azionisti di quest’ultima hanno 40 giorni per decidere: l'Opa chiuderà il 29 giugno e i risultati saranno annunciati il 13 luglio. Le fonti di Arcelor affermano che l'eventuale vittoria dell'avversario costerebbe molto cara all'industria europea in termini di posti di lavoro e di strategie. Quelle di Mittal insistono sulle dimensioni straordinarie derivanti dall'eventuale fusione: un gigante di 320 mila dipendenti, che soddisferebbe il 10% del fabbisogno mondiale d'acciaio e il cui valore sarebbe stimabile in una quarantina di miliardi di dollari. Mittal è già oggi il numero uno mondiale per quantità d'acciaio prodotto.