L’opera d’arte? Un ostacolo da «superare»

Una rassegna che già dal titolo evoca degli interrogativi. Alla galleria Officina14 una serie di mostre dal titolo «Hai visto mai», sottintendendo nel titolo una possibilità di successo, degli artisti, come della galleria stessa. Dopo la prima mostra, con gli artisti Mauro Romito e Alessandra Troisi, curata da Cecilia Casorati , è la volta di Francesca De Rubeis e Valentino Diego, questa volta per la cura di Sabrina Vedovotto. Entrambi gli artisti si sono appropriati degli spazi della galleria. Il primo impatto vede il lavoro di Valentino porsi quasi come un ostacolo davanti a coloro che entrano in galleria. Una serie di tubi di cartone infatti, posti come una barricata, obbligano lo spettatore di fronte a una scelta, tra l’andare verso lo spazio più ampio, oppure scendere verso una sorta di recinto che l’artista stesso ha creato proprio con questi tubi. Che, oltretutto, hanno anche dei sensori che recano un disturbo all’orecchio non appena ci si avvicina. Un lavoro che esige uno stretto rapporto tra il luogo, il lavoro stesso e chi con il luogo con il lavoro si incontra, o si scontra. Diverso invece l’approccio con il lavoro della De Rubeis, che non invade lo spazio con la sua installazione di 40 piccoli lavori pittorici, ma che comunque ne prende possesso in maniera più concettuale. Una serie di lavori che raffigurano abiti, vestiti, tutti di donne. Ciò che cerca di fare la De Rubeis altro non è che una ricerca di tracce di vita, attraverso elementi, gli abiti appunto, che della vita di tutti noi fanno parte. Una presenza assenza, che si evince perfettamente da quelli che sembrano essere quasi ombre, fantasmi, percezioni di figure che quegli abiti li hanno usati e che proprio in quegli abiti stessi hanno lasciato tracce del proprio vissuto.
Galleria Officina14. Via Chiana 40. www.officina14.com