«L’opera e la regia...» L’ultima frontiera dello spettacolo musicale

Rassegna allo Spazio Oberdan: «Alexander Nevskij» il primo video

Patrizia Rappazzo

Nel cinema vero, dice Sergej Ejsenstejn, la musica deve suonare autonomamente rispetto al soggetto del film. Il regista e il musicista compongono indipendenti sulla sceneggiatura, per poi, nel montaggio, costruire insieme il film. È questa la logica di fondo che ha ispirato la realizzazione del video Aleksandr Nevskij, un montaggio di scene dall’omonimo film di Sergej Ejzenstejn - incentrato sulla figura e sul ruolo che il protagonista del titolo ebbe nella guerra del popolo russo contro i cavalieri teutonici - firmata da Daniele Abbado. Realizzato con Leonardo Sangiorgi, il video prende spunto a partire dalla Cantata che Sergei Prokofiev ha tratto dalla musica, da lui scritta per il film, nell’esecuzione del 1988 diretta dal padre dello stesso regista, Claudio Abbado. La proiezione di Alexander Nevskij video, inaugura domani allo Spazio Oberdan, la prestigiosa rassegna L’opera e la regia. Nuove forme di spettacolo musicale, dedicata alle nuove forme di spettacolo musicale riproposte in proiezione video, curata da Luigi Pestalozza e organizzata dal settore cultura della Provincia di Milano, in collaborazione con associazione Gli amici di Musica/Realtà.
La rassegna, alla seconda edizione, ha come obiettivo la volontà di «ricondurre a verità» la lettura di opere storiche e di fatti musicali. Quattro incontri che propongono proiezioni video di opere di teatro musicale, selezionate a partire dal ruolo che in essi svolge il lavoro registico. «La regia - spiega Luigi Pestalozza - svolge un ruolo centrale e di grande responsabilità: rappresenta infatti un momento visivo per eccellenza in cui l’ascolto si coniuga con ciò che si vede». La rassegna che proseguirà in autunno con la proiezione di Madama Butterfly di Puccini con la regia di Keita Asari e la direzione di Lorin Maazel (lunedì 6 novembre) La memoria perduta di Emilio Scogna con la regia di Pier Alli e direzione dello stesso Scogna (6 novembre); e infine Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini con la regia di Luca Ronconi e la direzione di Roberto Mut (4 dicembre). «I lavori scelti per gli appuntamenti di quest’anno - continua Luigi Pestalozza - sono rappresentativi di due opere storiche come Madame Butterfly e Guglielmo Tell, entrambi messi in scena al Teatro alla Scala e un’opera contemporanea La memoria perduta, commissionata dal teatro dell’Opera di Roma, su testo di Gina Lagorio, poi andata in scena al Brancaccio, nel 2002.
L’allestimento che il maestro Asari fa della Butterfly, elimina ogni residuo esotico e ogni sbavatura retorica, recuperando la delicatezza musicale ed evidenziando la valenza antropologico/culturale che pone al centro l'incomunicabilità tra due culture, la giapponese e l'americana, sublimata, poi, nella grande malinconia della protagonista. Nella messinscena di Gugliemo Tell, un’opera di rottura che ha visto numerosi falsificazioni, invece, Luca Ronconi dispone cinque schermi, recuperando la volontà di Rossini che voleva utilizzare il canto popolare per dare spessore alla cultura nazionale.