L’Opera punta sui classici e sul gran ritorno di Muti

In Campidoglio, presentazione della stagione 2009 all’Opera di Roma, alla presenza del sindaco, e per bocca del nuovo direttore artistico Nicola Sani, compositore sperimentale, che firmerà anche la stagione 2010. Intanto per la stagione 2009 queste sono le cifre: al Teatro Costanzi i grandi titoli d’opera (7 titoli, per complessive 53 recite), e di balletto (3 titoli classici e tre diversi programmi dedicati interamente al repertorio dei mitici balletti russi di Diaghilev di inizio Novecento, per complessive 40 recite).
Dunque il sipario del Costanzi, nel corso del 2009 si alzerà per 93 serate, avendo programmato, per l’opera: Aida, Pagliacci, Ifigenia in Aulide, Tannhauser, La Traviata, Pelléas et Mélisande e Le Grand Macabre di Gyorgy Ligeti, il musicista tanto caro a Stanley Kubrick. Per il balletto: La bella addormentata, Il lago dei cigni, Il papavero rosso di Reinhold Glière, ed infine la lunga rassegna dedicata ai balletti russi, programmata per tutto il mese di aprile.
Il Nazionale sarà, invece, il luogo deputato alla sperimentazione. Si parte alla fine di gennaio con una novità per l’Italia di Goran Bregovic, The blue planet, e si prosegue con altri sette titoli di varia provenienza, struttura e stile (presenti anche Elio e Le Storie tese, e Moni Ovadia), per complessive 37 recite; mentre per il balletto va segnalata, nella ricca programmazione, la serata futurista’, a cura di Daniele Lombardi, in maggio; in totale 57 serate. In sintesi - lasciando fuori le recite d’opera (Tosca, Carmen) e di balletto (Sogno di una notte di mezza estate) della stagione di Caracalla - il sipario del due palcoscenici romani per l’opera e il balletto nel corso del 2009, si alzerà in tutto 187 volte.
Di novità nella programmazione di Nicola Sani ve ne sono di evidenti. Innanzitutto è riuscito a portare a Roma registi che lavorano nei più importanti teatri del mondo, dando peso al teatro di regia anche per il melodramma: Bob Wilson per l’Aida inaugurale, Pierre Audi, La Fura dels Baus, Robert Carsen, Franco Zefirelli e Yannis Kokkos per l’Ifigenia di Christoph Willibald Gluck, che vedrà il secondo approdo, nel giro di pochi mesi, di Riccardo Muti a Roma. A proposito di Muti, dopo l’Otello del prossimo dicembre, il terzo titolo, nel 2010, è stato anticipato che sarà Idomeneo di Mozart con la regia di Jurgen Flimm.
Ha saputo poi intensificare le coproduzioni con altri teatri europei, il che permette anche notevoli risparmi negli allestimenti. Gli si può solo obiettare che la modernità operistica, con la quale Nicola Sani vorrebbe attirare un nuovo pubblico, giovane, è forse eccessiva in ambedue i palcoscenici; e che, dopo i registi, egli deve portare a Roma anche i grandi direttori d’orchestra, che da molti anni girano alla larga dal palcoscenico romano. Infine, non sfugge la presenza massiccia di Gianluigi Gelmetti che a dicembre chiude il suo rapporto stabile con l’Opera, ma che, nel 2009, dirige più titoli di quanti ne dirigeva solitamente negli anni precedenti.
Il sindaco Alemanno, nella veste di presidente del Consiglio di amministrazione dell’Opera, salutando i convenuti alla presentazione, ha così sintetizzato le direttrici della programmazione del nuovo direttore artistico: recupero e conservazione della grande tradizione del melodramma; coproduzioni con i teatri europei; sperimentazione e modernità, con una programmazione molto ben delineata; rilevante ruolo della danza (97 spettacoli nel 2009). Info:06.481601