L’Opera rinuncia all’orchestra per l’omaggio a Beniamino Gigli

Messo a disposizione soltanto un pianoforte per l’esibizione del tenore Rolando Villazon

Del grande Caruso, Beniamino Gigli fu l’erede riconosciuto, sebbene la sua voce fosse più chiara, più propensa all’effusione lirica, in una parola: più tenorile di quella di Caruso che era, invece, più vellutata, ombrosa, passionale. Se Caruso era il «Guarneri» dei tenori, Gigli ero lo «Stradivari».
Ai suoi esordi cantò Gioconda di Ponchielli, poi Manon e Tosca, Cavalleria e Lucia; e ancora, fra gli anni Trenta e Quaranta, si accostò a opere dalla vocalità piuttosto «spinta», come Ballo in maschera, Trovatore, Aida, Forza del destino. Ma Gigli, a differenza di Caruso, godette di una fama internazionale maggiore rispetto a Caruso, accresciuta dalla sua attività cinematografica e da quella di chansonnier: Non ti scordar di me, Mamma, ’O sole mio i suoi cavalli di battaglia; alla quale fama, soprattutto postuma, tuttavia, fu d’ostacolo l’essere stato considerato «tenore del regime» o il «tenore dell’Asse Roma-Berlino», a causa della sua intensa attività in Germania. In realtà Beniamino Gigli, fino agli anni Trenta cantò soprattutto all’estero, fu in cartellone per molte stagioni al Metropolitan di New York; e, scoppiata la Seconda guerra mondiale, la sua attività non si fermò, riversandosi nei maggiori teatri italiani, compresa l’Opera di Roma - sia al Costanzi che a Caracalla - che dopo la sua morte, avvenuta cinquant’anni fa, gli intitolò il piazzale antistante il teatro.
Per ricordare un grande tenore di ieri - forse il più grande del secolo scorso - l’Opera ha chiamato un giovane ma già notissimo tenore di oggi, il messicano Rolando Villazon, che promette di diventare uno dei più grandi di questo secolo, se solo ci si ferma ai suoi più recenti successi salisburghesi e non solo, ed a quelli discografici, a fianco di un’altra stella lucentissima del belcanto, Anna Netrebko.
Villazon aprirà il suo recital di questa sera a Caracalla con Una furtiva lacrima dall’Elisir d’amore; gli faranno da spalla, per tutta la serata alle Terme, il soprano Nathalie Manfrino e il baritono Franco Vassallo, con i quali Villazon duetterà in Puccini (Bohème), Verdi (Un dì felice da Traviata); mentre, in prima persona, canteranno Rossini (Largo al factotum dal Barbiere) il baritono Vassallo; e la Manfrino, Addio del passato da Traviata di Verdi, e altro ancora. Chiuderà Villazon con il Lamento di Federico dall’Arlesiana di Francesco Cilea.
Sarà una festa per chi passerà sopra l’unico neo della serata: non ci sarà l’orchestra in buca ad accompagnare i cantanti, bensì un pianoforte (amplificato?) in scena, con l’accompagnatore Angel Rodriguez.
Terme di Caracalla, ore 21. «Omaggio a Beniamino Gigli». Rolando Villazon tenore. Info:06.481601.