«L’opera si farà, si mettano il cuore in pace»

Cesa (Udc): «La legalità va rispettata». Fragalà (An): «Azione risoluta contro i violenti»

Emanuela Fontana

da Roma

Conosce ogni angolo della valle, «ci sono stato per 25 anni». Gli abitanti della Val di Susa «sono gente operosa». E adesso succede che «per pochi agitatori viene messa in difficoltà». Mentre la polemica scoppia nel giorno degli scontri tra manifestanti e polizia, il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi ribadisce che sono fiato e fatica sprecati, perché «l’opera si farà, si mettano il cuore in pace». Il problema è ora definire come si svolgerà, cioè con il minore impatto ambientale possibile, e costruire tavoli di dialogo a cui, sottolinea il ministro, sinora non si è mai presentato nessuno: «I cantieri sono aperti. Non si può tornare indietro da quest’avventura». Un’avventura che approvano in tanti, nonostante le apparenze: «L’opinione pubblica - ricorda Lunardi - è tutta a favore, tranne quelle poche persone che agitano la popolazione della Val di Susa», condotta «in un vicolo cieco», una protesta senza sbocchi perché «questa è un’opera europea che si deve fare e che abbiamo concordato a Bruxelles».
La linea del governo continua a essere quella del «sì» all’alta velocità Torino-Lione e di appoggio al ministro dell’Interno Beppe Pisanu, ieri sotto il fuoco dell’opposizione per gli scontri anti-Tav della Val di Susa. Lunardi propone ancora la strada del dialogo nonostante la degenerazione delle proteste: la linea «va fatta nella maniera migliore - ribadisce - con minore impatto ambientale. Io però ricordo che abbiamo fatto tre opere negli ultimi venti anni importantissime: il traforo del Fréjus, l’autostrada e la centrale idroelettrica in caverna sotto Susa. Questi signori perché non si sono lamentati quando abbiamo realizzato queste opere?». Da un anno il ministero ha aperto «un tavolo di concertazione con chi vuole avere spiegazioni, con la gente del posto. Nessuno si è mai presentato». Ora verrà aperto «un osservatorio permanente a Susa» a cui sono invitati tutti: «parroci gente del posto, esperti, tutti coloro che vogliono avere spiegazioni». Una «buona iniziativa», valuta il senatore di Fi Lucio Malan, eletto nel collegio della Val di Susa: «Rendere visibile il dialogo e offrire un’informazione in loco è il modo migliore per rispondere alle sincere preoccupazioni della popolazione. Spero che nella protesta non prevalga l’ala estrema del tutto o niente». Ma il dialogo non può rinviarsi ad oltranza, precisa Luigi D’Agrò, dell’Udc: «È tempo di diventare tutti seri perché l’ascolto infinito potrebbe trasformarsi in un tragico precipizio per il nostro futuro».
«Il rispetto della legalità non può essere messo in discussione - conferma il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa -. Stupisce l’indegno attacco al ministro Pisanu, che si è limitato a far rispettare le leggi e ha scongiurato conseguenze più gravi».
L’opposizione non può mantenere un atteggiamento di ambiguità, sostiene invece il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi: «La violenza di alcuni gruppi estremisti di sinistra, dimostra che la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione è, per alcuni, solo un pretesto per provocare incidenti». A questo punto, invita Bondi, «l’opposizione ha il dovere di dissipare ogni ambiguità in relazione alla necessità di proseguire i lavori e di garantire l’ordine pubblico come in queste ore il ministro dell’Interno Beppe Pisanu sta assicurando con la consueta prudenza e saggezza». Le parole del ministro Pisanu «chiariscono ulteriormente i termini della grave situazione determinatasi in Val di Susa soltanto perché alcuni gruppi vogliono impedire con la forza l’inizio di un’opera pubblica assai importante per il Paese», sottolinea il vicecoordinatore azzurro, Fabrizio Cicchitto.
Sostiene Pisanu anche Gustavo Selva di An: «Ha fatto benissimo e ha dimostrato senso dello Stato. Vada avanti così». Romano Prodi «ritrova sorprendentemente la parola per attaccare in modo indegno il ministro Pisanu, legittimando di fatto l’illegalità», attacca invece il viceministro per i Beni e le attività culturali Antonio Martusciello.
«Pieno sostegno» a Pisanu arriva anche dal deputato di Alleanza nazionale Enzo Fragalà: «Bene ha fatto il ministro Pisanu - osserva - al quale va il pieno sostegno, a promuovere un’azione risoluta spegnendo la miccia della violenza appena innescata per difendere la legalità e il diritto di tutti gli italiani allo sviluppo delle comunicazioni e proteggere le popolazioni della Val di Susa dalla spirale della violenza ideologica».
«È giusto salvaguardare e rispettare l’ambiente e la natura. Questo però non ci deve fare dimenticare il progresso», ha detto il capogruppo di An alla Camera, Ignazio La Russa.