L’operaio Lula raddoppia i suoi miliardi

L’ex-sindacalista nel 2002 aveva già un patrimonio di 162 milioni di euro. Che sono diventati 322 nel 2006, dopo un periodo segnato da scandali per corruzione e illeciti

da Brasilia

Il patrimonio personale di Luiz Inacio Lula da Silva è raddoppiato nel periodo in cui è stato presidente del Brasile, tra il 2002 e il 2006, un periodo segnato da numerosi scandali di corruzione e illeciti.
La stampa brasiliana ha messo in risalto ieri la differenza rilevante nella dichiarazione di redditi di Lula tra il 2002, quando aveva dichiarato alla giustizia elettorale un patrimonio di 423 milioni di reais (equivalenti a circa 162 milioni di euro) e quest’anno, con 839 milioni di reais (pari a 322 milioni di euro), con un aumento del 98 per cento.
È stato lo stesso Partido dos Trabalhadores (Pt), per il quale Lula si ripresenta candidato, a giustificare immediatamente l’aumento rilevante nel patrimonio dell’ex sindacalista e operaio metalmeccanico. Secondo le dichiarazioni del suo partito, Lula ha investito le sue sostanze (visto che le sue spese sono interamente coperte dall’erario pubblico) in azioni e in investimenti finanziari.
Il presidente brasiliano ha acquistato azioni delle imprese statali Petrobras (idrocarburi, tra le più redditizie in Brasile) e Banco do Brasil (la banca statale), e della Vale do Rio Doce (la maggiore impresa privata brasiliana, terzo produttore mondiale di ferro e metalli pregiati).
Lula possiede anche due libretti di risparmio e numerosi investimenti finanziari ad alta redditività in banche pubbliche e private brasiliane.
Nella sua dichiarazione di redditi, Lula non fa menzione di nessun patrimonio all’estero. Tutto lecito, apparentemente, almeno secondo quanto ha dichiarato. Ma la stampa brasiliana fa nondimeno notare che Lula ha potuto raddoppiare il proprio patrimonio anche e soprattutto grazie alla politica economica del suo governo, con i tassi d’interesse altissimi mantenuti dal Banco Central di Brasilia (controllato dal governo), che garantiscono rendite tra le più alte al mondo per gli investimenti finanziari.
Anche il valore delle azioni della Petrobras, ricorda la stampa brasiliana, è direttamente influenzato dalle decisioni del governo - riguardo all’etanolo, per esempio -, e quindi non si può dire che Lula sia stato del tutto esente da interesse privato nella sua conduzione della cosa pubblica.