L’operazione

Per finanziare manutenzioni del patrimonio esistente e nuove iniziative edificatorie, Aler sta mettendo sul mercato una parte del suo patrimonio. Per legge la misura massima di questa alienazione è il 20 per cento del patrimonio. Una condizione ulteriore posta alle aziende di edilizia residenziale è la vendita complessiva e non parziale degli immobili, per non creare gestioni difficili e svantaggiose economicamente.
Aler Milano ha inviato 11mila lettere in tutta la provincia per sondare l’interesse dei potenziali acquirenti. E l’azienda ha iniziato questo sondaggio proprio dagli immobili in cui la proprietà è già ripartita con quella privata. Priorità dunque agli immobili in cui Aler è in minoranza - sono 5.600 in città e 1250 in provincia - per poi passare a quelli in cui l’azienda è maggioranza ma in cui sussistono comunque condizioni che consentano la vendita totale: 2.800 in città e 2030 in provincia. Le risposte positive ricevute dalla società sono già 3.471: manifestazioni di interesse che rappresentano una sorta di «prenotazione».
Questo tipo di alienazione consente uno sconto fortissimo. Il prezzo di vendita si determina così: si parte dal valore di mercato determinato da apposita perizia redatta da Aler in coerenza con la valutazione dell’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia del Territorio. Questa cifra, il valore dell’immobile, viene decurtata del 20 per cento e poi di un ulteriore 20 per cento, per un totale di 36 per cento dal valore di partenza. «Già nei primi mesi del 2010, come da programma - ha spiegato ieri il presidente Loris Zaffra - dovremmo alienare parte del patrimonio immobiliare ed entro giugno pensiamo di vendere circa 450 appartamenti». «Dall’alienazione - ha poi aggiunto - pensiamo di ricavare 200-250 milioni di euro, risorse che verranno utilizzate nel prossimo triennio per la manutenzione e la riedificazione».
Per quanto riguarda il Pgt, Zaffra ha spiegato che è «un’occasione da non perdere per il recupero sociale». «Milano - ha poi aggiunto - non ha nulla da invidiare alle altre grandi città europee, anzi le nostre periferie sono meno degradate di tante altre».
Intanto le famiglie lombarde che si rivolgono alla Regione per avere accesso a contributi per gli alloggi sono 70mila. Lo ha ricordato l’assessore regionale alla Casa Mario Scotti: «C’è quindi la necessità di soluzioni abitative a canone moderato» ha osservato Scotti. Ricordando la legge regionale 27 in materia di edilizia popolare, l’assessore ha sottolineato: «È importante una gestione unica delle Aler, che sono il braccio operativo della Regione in ogni provincia. La nuova legge prevede un indirizzo della Regione sull’impiego delle risorse che devono essere impiegate principalmente per la manutenzione e la riqualificazione del patrimonio».