L’operetta declinata al femminile

Anche l’operetta celebra l’8 marzo. All’Oratorio del Gonfalone, infatti, un quartetto di musiciste di alto livello - i soprani Donata D’Annunzio Lombardi, Giuseppina Piunti, Paola Antonucci, Daniela Mazzucato e la pianista Isabella Cristante, assieme al tenore Max René Cosotti e al «narratore-anfitrione» Elio Pandolfi - daranno vita a uno spettacolo tutto dedicato al genere di teatro musicale elegante e sentimentale come una signora, appunto quell’«opera di piccole proporzioni» che, nella Vedova allegra di Franz Lehár, ha la sua reginetta.
Si intitola «Tace il labbro... Sogni e splendori nell’operetta» la serata che accompagnerà il pubblico alla scoperta, o sempre piacevole riscoperta, di pagine di Lehár, Kálmán, Offenbach, Strauss figlio e degli italiani Costa, Ranzato e Lombardo. Oltre ad alcuni celebri brani e valzer della Vedova allegra (lo stesso Pandolfi vi ha più volte interpretato il ruolo di Njegus), si ascolteranno i ritmi gitani ora frenetici ora struggenti dell’ungherese Kálmán (sono in programma La principessa della czarda e La contessa Mariza), fustigatore dei costumi dell’epoca alla stessa maniera del francese Jacques Offenbach, la cui satira corrosiva si può apprezzare appieno nell’Orfeo all’inferno e nella Périchole. Sempre di Lehár, inoltre, la spagnoleggiante Frasquita, resa indimenticabile dall’aria O fanciulla all’imbrunir. Di Johann Strass junior, invece, sarà proposta parte del Pipistrello, la cui ouverture costituisce quasi un brano sinfonico autonomo. Veniamo al gruppo degli italiani: ecco il napoletano Carlo Lombardo e il veneziano Virgilio Ranzato, dalla cui collaborazione nel 1925 nasce Cincilà, una cineseria che ha per protagonisti due innamorati che nel Paese dei mandarini si trovano a dover istruire due nobili promessi sposi, digiuni di qualsiasi arte amatoria. Di Mario Costa sarà proposta invece la famosa Scugnizza e di Léon Bard (alias Lombardo) La duchessa del Bal Tabarin. Oratorio del Gonfalone, ore 21.