L’operetta torna in «Gran galà»

Musiche e atmosfere da Belle epoque: sul palco il «meglio» di un genere riscoperto dal pubblico

Da qualche anno a questa parte a Milano l’operetta ha ritrovato il suo pubblico e se il genere è guardato da alcuni con un certo pregiudizio di superficialità, da altri viene riscoperto come un mondo ancora assurdamente amato e perduto, un mondo dove tutto è palesemente finto ma ha almeno il pregio di non pretendere di sembrare vero.
Nell’operetta c’è tutto, come e più che nel musical, come nella commedia musicale, come nello stesso melodramma. È tutto finto e vuole rimanerlo, perché la tentazione della musica non trascini in una commozione inaspettata, perché la seduzione della melodia non porti il desiderio troppo lontano... L’unico vero problema dell’operetta, si sa, sono i costi. Così un vasto repertorio d’arte viene lasciato nell’abbandono e, per usare un termine ormai desueto ma che può rendere l’idea, letteralmente negletto.
Per questo il Teatro della Memoria ha presentato nelle scorse stagioni i principali capolavori del genere nella riduzione per Cafè Chantant, vale a dire riscrivendo i ruoli del comico e della soubrette per trasformarli in una coppia emblematica di narratori cui viene affidato il compito di sintetizzare la trama recitata, mantenendo tutte le arie originali, eseguite dalla compagnia di canto, e gli intermezzi del balletto. In esso si può avvertire tutto il fascino di una sensualità che non si affida alla sfrontatezza dell’esibizionismo ma si alimenta di maliziosi ed attenti nascondimenti.
Questo Gran Galà dell’Operetta (in programmazione oggi alle 16 e il 31 dicembre alle ore 22 per il brindisi di Capodanno) ripresenta le più belle arie, i più bei duetti, i balletti più trascinanti delle più famose operette con brani scelti da Il Paese dei Campanelli, La Principessa della Czarda, Cin ci là, La danza delle Libellule, Il Cavallino Bianco, Madame di Tebe, La Duchessa del Bal Tabarin, Scugnizza e, naturalmente, La Vedova allegra, interpretate dal tenore Giuseppe Pollini, dalle soprano Ivana Turchese e Olivera Mercurio e dall’attore e baritono Aleardo Caliari, accompagnati al pianoforte dal maestro Loris Peverada. Il Balletto «Belle Epoque» con le coreografie di Sabrina Paoletti completa l’Operetta.