L’oppio finanzia i talebani afgani

Kabul. Quest’anno la coltivazione di oppio in Afghanistan ha raggiunto i 165mila ettari (+59% rispetto al 2005): le 6.100 tonnellate prodotte basterebbero a soddisfare l’intera domanda di consumo mondiale. Lo denuncia il capo dell’ufficio dell’Onu contro la droga, Antonio Maria Costa, chiedendo l’aiuto della Nato. Quasi 3 milioni di afghani (circa uno su otto, un terzo in più rispetto all’anno scorso) vivono grazie a questa economia criminosa e resta inascoltato l’appello del presidente Karzai: «O l’Afghanistan distrugge l’oppio o l’oppio distruggerà l’Afghanistan». La coltivazione è concentrata nel sud del Paese, in particolare nelle province di Helmand e Kandahar dove i talebani e la criminalità comune sono un grave problema. Ma il vero problema è la miseria: i talebani pagano le reclute il doppio di quanto guadagna chi coltiva oppio, che già guadagna cinque volte il reddito medio afghano.