L’opposizione dichiara guerra sul Pgt: la Moratti vuole il Pdl in aula tutto marzo

Avanti tutta con il Piano di governo del territorio. In aula tutto il mese di marzo, anche se c’è la campagna elettorale e per alcuni consiglieri ogni nottata passata a smaltire la catasta di emendamenti dell’opposizione vuol dire rischiare voti. Quello di Letizia Moratti non è un diktat. «I lavori del consiglio vanno decisi dal consiglio, non interferisco nelle decisioni», ha precisato. Ma l’ordine di scuderia è chiaro. Il sindaco ha parlato del Pgt «come antidoto a episodi di illegalità, fissa regole molto chiare e precise, individua percorsi che semplificano l’iter burocratico. Meno passaggi uguale meno rischi nell’ambito dell’amministrazione. É il motivo per cui mi auguro che sia approvato». A buon intenditor. E i consiglieri del Pdl ci hanno sentito benissimo: dopo il polverone alzato dall’arresto di Milko Pennisi, a denti stretti potrebbero adeguarsi. Oggi la riunione dei capigruppo deciderà il calendario delle sedute: il presidente Manfredi Palmeri (candidato in Regione) aveva ipotizzato una pausa da fine mese ai primi di aprile, come è consuetudine sotto elezioni. Il capogruppo del Pdl Giulio Gallera (anche lui in corsa) assicura che «se serve saremo in aula anche a marzo, la città registrerà che una parte politica lavora per nuove regole più trasparenti e un’altra fa ostruzionismo. Il candidato presidente del Pd Penati vuol fare il riformista, ma i suoi non sanno neanche dove cercare la parola sul vocabolario». Il Pd appunto si è messo sulle barricate, dopo che ieri la Commissione ha nominato Carmelo Gambitta del Pdl il nuovo presidente dopo Pennisi. Bocciando 34 voti a 22 il candidato dell’opposizione Andrea Fanzago. La Moratti ha definito Gambitta, «una persona che ha sempre mostrato equilibrio e grande capacità di mediazione». Ma il Pd avverte: «Sul Pgt, ora è muro contro muro».