L’opposizione dorme in aula per salvare gli alberghi

Secondo Morgillo e Orsi (Fi) è «un provvedimento inutile, dannoso e soprattutto illiberale»

Inutile, dannosa, ideologica. Di più:illiberale e anticostituzionale. Non risparmiano aggettivi, ma soprattutto critiche i consiglieri di opposizione in Regione al nuovo testo di legge presentato dalla maggioranza «per la salvaguardia e la valorizzazione degli alberghi». In base a questa legge, contro la quale i gruppi di minoranza hanno già promesso un ostruzionismo implacabile fino alla pausa estiva con decine di emendamenti e ordini del giorno, tutte le strutture ricettive classificate come albergo sono soggette a vincolo di destinazione d’uso perpetuo. In pratica, un imprenditore proprietario di un albergo è obbligato a svolgere per sempre questa attività, indipendentemente dal suo volere. A meno che i singoli comuni, entro un anno dall’entrata in vigore del testo legislativo, effettuino un censimento delle strutture ricettive individuando quelle non soggette a vincolo e quindi destinate a un uso residenziale. Ma solo dopo una procedura interminabile.
«Come già accaduto per i Stl (sistemi turistici locali) - accusano i consiglieri azzurri Franco Orsi e Luigi Morgillo - la maggioranza fa leggi importanti per il turismo nei mesi di luglio e agosto quando tutti gli operatori sono al lavoro. Anche in questo caso si è atteso il periodo estivo per varare una legge fortemente invisa agli albergatori». Una legge «anticostituzionale» perchè viola le primarie competenze e prerogative dei comuni in merito alle destinazioni urbanistiche. In più li espropria degli oneri di urbanizzazione che vanno alla Regione. Una legge troppo macchinosa per Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega Nord, Udc e Lista Biasotti in quanto prevede un iter lunghissimo per gli alberghi che vogliono trasformare la loro attività in edilizia residenziale (consultazione di sindacati, associazioni di categoria, sistemi turistici locali, pubblicazione della modifica presso la segreteria comunale, approvazione da parte della Regione). Non basta: se l’albergo ha più di 25 camere una quota tra il 20 e il 50 per cento deve essere riservata all’edilizia convenzionata. «Ma in base a una simulazione svolta dai nostri uffici, da 100 alberghi che modificano la loro destinazione d’uso, si ricavano solo 80 alloggi popolari». Per Nicola Abbundo, capogruppo dell’Udc in Regione, «l’assessore Ruggeri è riuscito nell’impresa di scontentare tutti i soggetti interessati al provvedimento: operatori turistici, proprietari di immobili e Comuni». Per questo motivo l’Udc insieme ai gruppi di minoranza chiederà un rinvio in commissione del testo di legge affinchè se ne possa riparare a settembre, dopo aver apportato tutte le modifiche del caso.