L’OPPOSIZIONE «Serve più trasparenza» In ballo un affare da 400 milioni di euro

E infine, spunta il «piano b». Come volevasi dimostrare è il sottotitolo ampiamente anticipato dal centrodestra, che giusto nel consiglio comunale di lunedì scorso invitava l’assessore al Bilancio Bruno Tabacci e il sindaco a dirla tutta, perché «se il tempo dirà che c’erano accordi sottobanco con il fondo F2i di Bruno Gamberale per acquistare insieme Serravalle e Sea, chiederemo le dimissioni di qualcuno che ci ha preso in giro per mesi» azzardava il capogruppo Pdl Carlo Masseeroli. Ieri sera, uno nota del Comune informava che «alle ore 16 di oggi è giunta una proposta da parte di F2i» il fondo partecipato da Cassa depositi e prestiti e da altre banche e fondazioni di origine bancarie, «diretta ad acquisire congiuntamente il 18,6% di Milano Serravalle e il 20% di Sea». L’offerta dal punto economico consiste in una valutazione del 18,6% della società autostradale pari a 145 milioni di euro e del 20% del pacchetto degli scali aeroportuali milanesi «pari a un multiplo di 8,82 volte l’Ebitda che sarà conseguito da Sea nel corso del 2012». Palazzo Marino potrebbe incassare dall’operazione congiunta una cifra non lontana dai 400 milioni di euro. Giuliano Pisapia ha convocato lunedì la giunta comunale, per «valutare le iniziative da assumere» anche per «evitare la rottura del Patto di stabilità» da parte del Comune.
«Tutto secondo copione» chiosava ieri Masseroli. Primo atto. La mattinata si era aperta con la seconda gara per la vendita di Serravalle deserta. Alla scadenza delle 10 nessuna busta, nonostante il prezzo ribassato da 170 milioni a 145 e con la modifica dello statuto per assicurare un posto al privato nel board approvata dalla Provincia, votata lunedì anche dal Comune e formalizzata dal cda della società soltanto giovedì, 24 ore prima della chiusura dell’asta. Nel pomeriggio, il secondo atto. Il cda di Sea che ha deliberato di proseguire nell’iter per la quotazione in Borsa: le condizioni del mercato fanno slittare il decollo, esclusa la finestra autunnale si guarda a quella di aprile. Qui il film diventa più sfocato. L’accordo tra Tabacci e Gamberale, secondo fonti bene informati, avrebbe previsto il blocco della quotazione. Lo sbarco è rimandato, ma non escluso nei prossimi dodici mesi e possibilmente in primavera. Anche se F2i acquisterà nel frattempo il 20% del pacchetto comunale.
Tabacci ripete dal suo insediamento che il bilancio 2011 è «impiccato alle due operazioni, vendita di Serravalle e quotazione di Sea», che comunque dovrebbe assegnare entro fine anno al Comune il maxidividendo stabilito ai tempi della Moratti. Fallita la prima e slittata la seconda, lunedì sponsorizzerà il «piano b», la vendita in blocco a Gamberale come l’unica salvezza per mantenere il patto di stabilità. Ma Masseroli rimarca il «sassolino nell’ingranaggio» che «Sea non ha bloccato la quotazione, l’input è arrivato dal sindaco che probabilmente ha finalmente iniziato a dubitare della bontà delle scelte del suo assessore. Come noi e i sindacati ritiene che ci voglia più trasparenza in operazioni così delicate». Anche la maggioranza (Pd in testa) vuole vederci chiaro. Per Tabacci sarà tutt’altro che una passeggiata. E Masseroli ribadisce: «Chiedo le sue dimissioni per mancanza di trasparenza».