L’orazione ai Mille conclude le lezioni di storia ai diecimila

Diecimila persone, un vero record, che promette già di essere superato. Sì perché le lezioni di storia promosse da Fondazione Edoardo Garrone con Editori Laterza e Fondazione per la cultura Palazzo Ducale, che hanno fatto il pienone nelle sale del Maggior e del Minor Consiglio in questi ultimi lunedì sera, saranno sicuramente replicate il prossimo anno. A darne la notizia lo stesso Riccardo Garrone, presidente della Fondazione che porta il suo nome: «Siamo molto soddisfatti per la grandissima affluenza dei pubblico che ha premiato le lezioni di storia e ci riempie di orgoglio che Genova abbia risposto con una così calorosa partecipazione, distinguendosi in modo eccezionale tra le grandi città italiane in cui questa iniziativa è stata proposta. Sulla scia di questo grande successo - ha concluso Garrone - la Fondazione sta già lavorando alla programmazione di una seconda edizione della rassegna dedicata agli anni di Genova, in previsione per il prossimo autunno».
Aspettando questo nuovo ciclo, intanto, godiamoci l’ultimo appuntamento, numero dieci, che domani sera sarà dedicato al «1915. Interventismo e cannoni». La lezione, introdotta come sempre da Laura Sicignano, regista e direttrice del teatro Cargo, sarà tenuta con inizio alle ore 21 dal professor Antonio Gibelli, docente di Storia contemporanea all’Università degli studi di Genova.
Il 5 maggio del 1915, durante l’inaugurazione del monumento ai Mille di Quarto, Gabriele D’Annunzio pronuncia un’orazione di grande effetto davanti ad un pubblico acclamante giunto sul posto dopo un imponente corteo cittadino: sarà uno dei primi esempi di nazionalizzazione delle masse attraverso una nuova estetica della politica. Le vicende del «maggio radioso» segnano la conquista della piazza da parte dell forze nazionaliste e contribuiscono a far precipitare la decisione dell’intervento. Nel corso dell’incontro si parlerà anche del ruolo che Genova ebbe nella Grande Guerra con l’Ansaldo, azienda mobilitata nello sforzo bellico con la produzione nel campo delle artiglierie.