L’orchestra Rai in Conservatorio

La Società dei Concerti riporta a Milano l’Orchestra della Rai, l’unico dei complessi Rai a essere sopravvissuto al taglio impietoso di tredici anni fa (vennero annullate le quattro orchestre, sintetizzate in una). Ritorna in Conservatorio domani (ore 21), diretta da Yutaka Sado nella Quarta sinfonia di Brahms. Nella prima parte della serata, il pianista Aleksandar Madzar sarà impegnato nel Secondo concerto brahmsiano. Madzar è cresciuto a Belgrado e come il connazionale Pogorelich è capace di un pianismo di grande fantasia. Classe 1968, si ritrovò ad affacciarsi al mondo del concertismo proprio quando iniziavano i tormenti della guerra balcanica. Decideva di riparare a Bruxelles, da lì si muoveva nelle varie città europee alla ricerca del concorso capace di lanciarlo.
È di Kyoto, classe 1961, Yutaka Sado in passato spesso a Milano sul podio dell’Orchestra Verdi. Studi di flauto e pianoforte, e poi un incontro vitale, quello con Leonard Bernstein. Sado lasciava il Giappone e si trasferiva a Vienna studiando per tre anni con lui. Fra maestro e allievo nasceva un rapporto di affinità elettive. Naturale che accadesse, entrambi sono l’esuberanza fatta persona. È ancora vivo in Sado il ricordo di Bernstein uomo e artista. «È stato un amico, un padre, qualche volta un bambino» spiega Sado. Che nonostante la sua venerazione per Ozawa non esita a definire Bernstein «il maestro per eccellenza» dal quale ha appreso la naturalezza del porgere e il gusto per la «fusione dell'insieme».
Orchestra Rai
Conservatorio domani ore 21