L’orchestra Verdi compie 13 anni e «debutta» sul palco della Scala

Dopo l’abdicazione di Chailly ancora non c’è un direttore musicale stabile

Piera Anna Franini

Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano “Giuseppe Verdi”, compleanno numero tredici. Si consolidano le collaborazioni di vecchia data, si affidano incarichi importanti, la rosa dei candidati via via si restringe, ma dopo l’abdicazione di Riccardo Chailly, di direttore musicale stabile, per l’Orchestra Verdi, ancora non se ne parla. La scelta di un direttore musicale richiede tempo, poi è una figura che ha i suoi costi, e la situazione finanziaria della Verdi è migliorata, ma i nove milioni di budget richiedono ulteriori garanzie. Anche di questo s’è parlato ieri, nell’Auditorium in Largo Mahler, in occasione della presentazione della stagione sinfonica 2006-2007 cui è intervenuto Luigi Corbani, direttore generale della Fondazione, Fortunato Ortombina, in rappresentanza del teatro alla Scala, Antonio Magnocavallo per la Società del Quartetto e Francesco Agnello per il Cidim. Già, perché finalmente le istituzioni milanesi iniziano a collaborare. L’Orchestra Verdi d’ora in avanti aprirà la sua stagione con un concerto settembrino (quest’anno il 10, dirige Jurowski che poi ritorna per l’inaugurazione in Largo Mahler il 21 settembre) al Teatro alla Scala mentre grazie a una joint venture con il Quartetto sarà possibile seguire dieci concerti della Verdi e altrettanti del Quartetto con un unico abbonamento. Spuntano inoltre collaborazioni con l’Unione musicale di Torino e la Cidim. Un’idea, spiega Corbani, «nata dal desiderio di allargare il pubblico, anziché restringerlo». Abbattute le barriere, anzitutto con la Scala, si guarda oltre il 2006 rassicurati che «c’è voglia di fare cose insieme», ancora Corbani.
Quanto allo “staff” della Verdi, direttore principale ospite permane Claus Peter Flor, mentre spunta il nome del cornista Radovan Vlatkovic che ricoprirà per tre anni il ruolo di “artista in residenza”. Fra i direttori principali ospiti, Helmut Rilling e Lü Jia. Rudolf Barshai sarà Direttore Emerito, carica che fino alla sua scomparsa ricopriva Carlo Maria Giulini. Invece Riccardo Chailly, dal 1999 al 2005 direttore musicale dell’Orchestra e ora sempre più presente alla Scala (l’8 maggio dirige la Filarmonica scaligera), non dirige nulla, Corbani sorvola sulla cosa e assicura che – quanto alla stagione in corso - la prevista esecuzione del Requiem di Verdi con Chailly ci sarà «aspettiamo che il direttore decida il periodo», taglia corto insinuando che è gradito passare ad altri argomenti. Che sono tanti. Si parte dai debutti in casa Verdi. Tra essi quello dell’americano Leonard Slatkin, direttore della National Symphony Orchestra di Washington, di Vladimir Fedoseyev, un tempo Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca e dell’Orchestra Sinfonica di Vienna, di Wayne Marshall. Così come la Passione secondo Matteo porta in Largo Mahler Peter Schreier. Esordio anche per la direttrice d’orchestra greca Stamatia Karampini. Fra i ritorni, quello di Marko Letonja, Louis Langrée, György Györivany Rath, Michael Schønwandt direttore che sarà poi alla testa della Verdi durante la tournée in Sudamerica (Cile, Argentina, Messico, Brasile), a inizio giugno. Si aggiunge a questa trasferta,quella fissata per il prossimo novembre, condotta da Maestro Letonja: tredici concerti in giro per l’Italia nell’arco di 18 giorni.
Fra i solisti, abbonano i nomi italiani: rigorosamente italiani i pianisti ospiti della rassegna in omaggio ai concerti per pianoforte di Mozart, la domenica mattina. Nel frattempo proseguono gli appuntamenti di Musica & Cinema dove spicca l’inaugurazione (6 settembre), un ricordo di Luchino Visconti a cent’anni dalla nascita. Così come continua il ciclo per bimbi e famiglie Crescendo in Musica