L’orco Chabal non fa più paura al mondo ovale

Scaricato dal nuovo ct francese: guadagna più facendo pubblicità che giocando a rugby

L’orco non fa più paura. Neanche alla Francia che lo ha osannato durante l’ultimo mondiale finito male. Le sue lacrime da coccodrillo, le sue chiome sudate dopo il calvario della semifinale persa con l’Inghilterra sono l’ultimo «santino» regalato da Sebastien Chabal. L’orco, stavolta, non rientra tra le priorità di Marc Lievremont: l’uomo nuovo sulla panchina della Francia ha fatto capire che per «Obelix» potrebbe non esserci spazio. Squadra nuova, magari anche qualche nuova idea per dimenticare in fretta il disastro del mondiale «sfatto» in casa.
Di Chabal oggi restano le foto, i calendari, le pubblicità, le apparizioni come caricatura dei «Guignoles», la striscia televisiva che durante il mondiale metteva nel mirino l’ex ct-professorino Laporte e l’alter ego di Hannibal Lecter. Questo si ricorderà dell’orco. Perché a ben vedere il suo contributo alla campagna dei galletti nell’ultimo mondiale è stato piuttosto limitato. Si ricorderà forse la partita giocata contro la Namibia. Le sue cavalcate, la sua imponenza fisica, Chabal le ha infatti riservate soprattutto alla fase di preparazione del mondiale. La meta segnata contro l’Inghilterra a Twickenham è stato lo squillo di tromba di una carica che si era già spenta al debutto con l’Argentina.
Per come sono andate le cose, forse lo stesso Ringhio Gattuso, suo grande tifoso, potrebbe aver cambiato idea. A Lievremont oggi non serve l’impact player da copertina. A una Francia che deve ricominciare da capo, occorre gente motivata che rimetta al centro il rugby. Cosa che non ha fatto Laporte, ora a tempo pieno nel clan Sarkozy, e che Chabal non ha avuto modo di praticare. L’orco oggi si fa pagare 200mila euro per uno spot televisivo, un po’ meno del suo ingaggio in Inghilterra. Si permette di rifiutare le sceneggiature, come è accaduto per la pubblicità di una ditta di trasporti. E poi fa il puro, come quando, in pieno mondiale, non ha risposto alle domande della Bbc perché sul sacro suolo francese è vietato l’uso dell’inglese. E in Francia lo adorano anche per questa spocchia. La sua immagine domina. Piace al ministro dello Sport, piace per come ha guardato gli All Blacks mentre a Cardiff celebravano il rito dell’Haka. Evidentemente non piace a Lievremont che cerca altro. La scusa ufficiale per tagliare Chabal dalla nazionale è il ritorno in condizione di Elvis Vermeulen e la volontà di lanciare qualche giovane. A Saint Denis non vedremo più le parrucche da orco, non sentiremo i boati di approvazione e di speranza quando dalla panchina iniziava il «calvario» della terza linea con la faccia da Cristo. Chissà se a quel punto Chabal deciderà di passare dal barbiere per un taglio netto col passato.