L’organo di Mozart torna a suonare

L'organo di Mozart torna a suonare. Dopo cinquant'anni di silenzio, l'antico organo della chiesa di Sant'Antonio vicino alla Statale, rinasce grazie al restauro curato dalla sovrintendenza per i Beni architettonici di Milano con un finanziamento di 100mila euro da parte del ministero dei Beni culturali. In quella che è oggi una chiesa poco conosciuta ai milanesi, un Mozart allora sedicenne si recava a suonare. Era il 1773, anno dell'ultimo soggiorno milanese del genio salisburgese che con il padre si era recato in visita in Italia: la tastiera oggi restaurata è quella su cui Mozart si concentrò per comporre l'Exsultate Jubilate, un mottetto lì presentato il 17 gennaio 1773.
Ideato da abili organari del Seicento, che lo racchiusero in una cassa lignea elegante e decorata che ancora oggi svetta nella cantoria sopra l'ingresso della chiesa, l'organo fu rimaneggiato nell'Ottocento ma poi venne dimenticato. Gli ultimi cinque decenni se n'è stato silenzioso, finché don Gianpiero Magni, rettore della chiesa, e il sovrintendente Alberto Artioli non decisero di festeggiare l'anno mozartiano con un restauro d'eccezione. «Abbiamo recuperato non solo l'aspetto estetico, ma anche il particolare suono di questo eccezionale strumento», ha detto Artioli. Per ascoltarlo basta recarsi nella chiesa e aspettare qualche organista che accompagni le preghiere pomeridiane. L'occasione è buona anche per ammirare i recenti restauri agli affreschi e agli stucchi interni. Un ciclo di tre concerti gratuiti e curati dal maestro Matteo Galli illustreranno l'organo di Mozart al pubblico sabato 31 marzo, 5 e 16 maggio, alle ore 15.30.