L’oro in retromarcia

Brusca retromarcia dell’oro che al fixing londinese ha chiuso a quota 599,25 dollari l’oncia. Il metallo giallo continua a pagare l’assoluta incertezza intorno ai destini del dollaro. Così non appena la rimonta dei prezzi supera soglie sensibili, come quota 600 dollari, scattano le prese di beneficio dei fondi. In perenne altalena restano anche i prezzi del petrolio e dei metalli di base. Qui pesano soprattutto le incognite sull’entità di una probabile frenata del ciclo economico.